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Scuole: un crollo ogni quattro giorni

Scuole: un crollo ogni quattro giorni

Il rapporto di Cittadinanzattiva presenta una realtà in cui vi è poca attenzione alla sicurezza

Le scuole italiane sono poco sicure. La denuncia arriva dal rapporto realizzato da Cittadinanzattiva tramite dati da fonti ufficiali, monitoraggio civico e istanze di accesso civico su 6.556 edifici scolastici di 20 Regioni. Ogni quattro giorni di scuola si registra un crollo (50 quelli registrati nell’ultimo anno, 206 negli ultimi cinque), tre scuole su quattro non hanno l’agibilità statica e solo una su venti è in grado di resistere a un terremoto. Inoltre soltanto il 53% degli edifici è stato sottoposto a collaudo, appena un terzo è in possesso della certificazione di prevenzione incendi e il 36% di quella igienico-sanitaria. Uno stato che permane nonostante la crescita degli investimenti per la manutenzione degli edifici: in media 50mila euro ad edificio per quella ordinaria e 228mila euro per la straordinaria.

Un quadro che non è uniforme sul territorio, sia per quanto riguarda la manutenzione sia per quanto riguarda collaudi e certificazioni. Sulla manutenzione ordinaria in Lombardia si investono quasi 119mila euro mentre in Calabria la cifra è di appena 2.440 euro; su quella straordinaria in Abruzzo si sono investiti 1,316 milioni e in Trentino Alto Adige 31.687 euro. In Calabria appena il 2% delle scuole è sottoposto alla verifica di vulnerabilità sismica contro il 59% di quelle umbre; il 69% degli istituti del Trentino Alto Adige e appena il 6% di quelli nel Lazio sono in possesso del certificato di prevenzione incendi.

Le regioni che presentano i ritardi più gravi sono Lazio (9% delle scuole in possesso dell’agibilità/abitabilità, il 6% della prevenzione incendi), Campania (11% con agibilità/abitabilità, 17% prevenzione incendi) e Calabria (12% con agibilità/abitabilità, nessuna in regola con prevenzione incendi).

Per quanto riguarda la sicurezza sismica sono 18.665 gli edifici scolastici (più di 2 su 5) che si trovano in zone ad elevato rischio,ma soltanto il 29% è stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica (che sarà obbligatoria entro fine dicembre). Da sottolineare come siano proprio le regioni ad averne di più in zona sismica 1 o 2 (Sicilia 3.832,  Campania 3.458, Calabria 2.399) quelle dove sono state effettuate meno verifiche (Sicilia 7%, Campania 4%, Calabria 2%). Solo il 9% delle scuole è stato migliorato dal punto di vista sismico e ancor meno (5%) è stato adeguato sismicamente.

Per far fronte a tale situazione, secondo Cittadinanzattiva, è necessario lo stanziamento di 15-20 miliardi di euro in almeno 10 anni e l’individuazione degli edifici che richiedono un intervento prioritario.

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