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Testamento: 3 su 4 scritti di proprio pugno

Testamento: 3 su 4 scritti di proprio pugno

La forma olografa scelta dal 75% delle persone, soprattutto uomini

Testamento sì, ma olografo. E’ questa la modalità preferita dagli italiani per lasciare le ultime volontà: lo fa oltre il 75%, in particolar modo nelle fasce meno abbienti. Sono soprattutto gli uomini a prendere carta e penna e a mettere per iscritto le disposizioni da eseguire dopo la loro morte (rappresentano circa il 68% dei casi), ma le più precise nel farlo sono le donne. Ad affermarlo è una ricerca condotta da uno studio notarile milanese, De Martinis, su oltre 500 testamenti depositati in dieci anni; nonostante non sia necessario la maggioranza di chi fa testamento preferisce depositarlo presso un notaio.

I beneficiari del testamento sono discendenti e coniugi (82% dei casi); badanti, infermiere, assistenti, amanti (7%); enti e associazioni benefiche (6%); amici e soci in affari (5%).

Nelle ultime volontà non compare soltanto il destino di contanti e immobili a uso civile (76%), di immobili a uso commerciale (10%) e terreni (8%), ma anche di oggetti come automobili, gioielli, collezioni (francobolli, vinili), vini d’annata e opere d’arte che complessivamente rappresentano il 6% dei casi. E, come sottolinea lo studio De Martinis, nel testamento vengono incluse anche le volontà riguardanti il rito funebre e la cremazione o meno della salma.

 

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