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Vino italiano: guerra Usa – Cina ci favorisce

Vino italiano: guerra Usa – Cina ci favorisce

Gli Stati Uniti sono il sesto fornitore di Pechino, subito dietro al nostro Paese. E la Cina per il vino rosso è il Paese che consuma di più in tutto il mondo

Tra i due litiganti, il terzo potrebbe godere. E in questo caso è l’Italia, forte della guerra dei dazi tra Usa e Cina. Il vino nostrano, in Estremo Oriente, già nel 2017 si era comportato benissimo, con il record storico di esportazioni di 130 milioni di euro (+29%). Pechino ha annunciato dazi per 60 miliardi di dollari su prodotti americani che vanno dalla carne al grano, al vino (extra tariffe del 10% dopo le nuove decisioni di Donald Trump). Gli Stati Uniti hanno esportato in Cina vino per 70 milioni di euro (+33% nel 2017), sono al sesto posto nella classifica dei principali fornitori, proprio dietro l’Italia. E non dimentichiamo che la Cina è appena entrata nella top five delle nazioni che consumano più vino al mondo (è in testa se si considerano solo i rossi).

“L’estendersi della guerra dei dazi tra i due giganti dell’economia mondiale ai prodotti agroalimentari apre scenari inediti e preoccupanti per il commercio mondiale, anche con il rischio di anomali afflussi di prodotti sul mercato comunitario che vanno attentamente monitorati per verificare l’opportunità di attivare, in caso fosse necessario, misure di intervento straordinario” sottolinea Coldiretti.

Il presidente Roberto Moncalvo, a questo proposito, dice: “Italia e Unione Europea devono difendere e valorizzare il loro patrimonio agroalimentare a partire dal prossimo bilancio mentre, invece, nella proposta della Commissione europea sono previsti tagli insostenibili per l’agricoltura, l’unico settore realmente integrato dell’Unione. C’è l’esigenza di un nuovo approccio nei trattati di libero scambio con i Paesi terzi che non usi l’agricoltura come merce di scambio: dall’accordo Ceta concluso con il Canada a quello che si sta negoziando con i Paesi sudamericani del Mercosur”.

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