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Sagra dell’Amatriciana: torna a due anni dal sisma

Sagra dell’Amatriciana: torna a due anni dal sisma

Dal 31 agosto al 2 settembre la celebre sagra degli spaghetti all'Amtriciana: è la 50esima edizione. E' l'edizione della ripartenza dopo il terremoto del 24 agosto 2016

Due anni dopo. Per mettersi alle spalle e ripartire. Amatrice ha di nuovo voglia della sua Sagra dell’Amatriciana, in programma dal 31 agosto al 2 settembre. Spaghetti per tutti a 700 giorni dal terremoto – era il 24 agosto del 2016 – che spazzò via tutto. E, ovviamente, pure la kermesse enogastronomica.

Torna la pasta caratteristica della cittadina in provincia di Rieti. Nel luogo in cui è nata. Torna per essere di nuovo protagonista. Anche perché questa sarà la 50esima edizione, mica noccioline. La location la strada statale per Campotosto n.577, nell’area che va dal complesso Don Mignozzi all’Anpas. Una zona che sarà totalmente interdetta alle auto per tre giorni. L’accesso sarà libero per i residenti e per gli operatori, ma si attendono in particolare tanti visitatori. È prevista la prenotazione online sul sito del Comune di Amatrice.

L‘invito è di quelli appetitosi: “Spaghetti, guanciale, pecorino, pomodoro, sono i semplici ingredienti di una ricetta storica, famosa in tutto il mondo. È la nostra ricetta, la nostra salsa, che torna in questa Edizione 2018 della Sagra degli Spaghetti all’Amatriciana a perpetuare una antica tradizione. La genuinità dei prodotti che costituiscono la materia prima della nostra Sagra è garantita da un simbolo, un Cavallo e la scritta Fidelis Amatrix, la moneta del XIV secolo recante lo stemma della Città: è il marchio De.Co.,la Denominazione Comunale, che impreziosisce e valorizza le specialità del nostro territorio”.

E ancora: “Tornare a celebrare questa antica e nobile tradizione, nata mezzo secolo fa, è stata una scelta fatta con il cuore: nonostante le difficoltà, nonostante tutto. Una scelta fatta perché questa città vuole tornare a vivere e a guardare al futuro, mantenendo ben salde le radici nel passato e nella nostra storia, una storia che passa anche per le nostre tradizioni più belle. Amatrice torna così a riaprire le sue porte a chi le vuole bene. E in cambio dell’affetto e della solidarietà giunta qui da ogni dove, vuole donare qualcosa anche lei: i profumi e i sapori della tradizione, i suoni e i colori di un nuovo giorno, con lo sguardo al domani, senza dimenticare ciò che è stato ieri”.

Filippo Palombini, da pochi mesi nuovo sindaco, ha l’onere e l’onore di veder ripartire una tradizione: “Credo che la storia di un popolo passi anche e soprattutto per le sue tradizioni, imprescindibili, e vanno tutelate e sostenute con ogni mezzo. È vero che nulla sarà come prima e che per sempre ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ quel 24 agosto. Non abbiamo ancora voglia di festeggiare, ma abbiamo bisogno di iniziare il ‘dopo’”.

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