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Parmigiano Reggiano: dall’Onu no al bollino nero

Parmigiano Reggiano: dall’Onu no al bollino nero

Rientra l’allarme dell’adozione del sistema a semaforo per il quale l’eccellenza italiana sarebbe stata “dannosa come il fumo”

Parmigiano Reggiano come il fumo? Il timore era emerso forte in Italia in vista della riunione dell’Onu del 27 settembre sulle malattie non trasmissibile. Paura rientrata dopo l’intervento del direttore del dipartimento di nutrizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la salute e lo sviluppo Francesco Branca, che ha sottolineato che l’Oms “non criminalizza specifici alimenti” e che le notizie di “bollini neri dell’Oms non sono corrette”.

La questione aveva visto lo schierarsi a difesa dei prodotti agroalimentari Made in Italy il ministro dell’Interno Matteo Salvini (“Parmigiano reggiano, ma anche prosciutto, olio, pizza e altre eccellenze italiane dannose come il fumo??? All’Onu sono matti, giù le mani dai prodotti italiani!” il suo post su Twitter) e associazioni come la Coldiretti e il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Il timore era l’adozione di sistemi di etichetta a semaforo, già adottati in Gran Bretagna e Francia. “L’Onu – ha affermato la Coldiretti – si prepara a penalizzare i prodotti che contengono zuccheri, grassi e sale, equiparandoli di fatto alle sigarette con l’inserimento di immagini choc sulle confezioni per scoraggiarne il consumo, mentre darebbe il via libera a tutti i prodotti dietetici e poveri di zuccheri delle multinazionali, come ad esempio le bibite gassate ricche di aspartame”. Tutto questo assumendo una “posizione priva di solide basi scientifiche che va contro gli stessi principi della Dieta Mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari”; una dieta che come ricorda la Coldiretti “ha consentito agli italiani di conquistare valori record nella longevità a livello mondiale, con una speranza di vita di 82,8 anni (85 per le donne e 80,6 per gli uomini)”. Adottare il sistema a semaforo, sottolinea la Coldiretti, significa mettere “in pericolo non solo la salute dei cittadini italiani ed europei, ma anche un sistema produttivo di qualità che si è affermato pure grazie ai riconoscimenti dell’Unione Europea. In gioco per l’Italia c’è la leadership in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp)”.

Dopo il chiarimento dell’Onu toni più distesi da parte del Consorzio del Parmigiano Reggiano che, pur riconoscendo come “l’Oms non ha messo sotto accusa le eccellenze italiane, né tantomeno il Parmigiano Reggiano che è noto per essere sano e naturale” resta critico verso le raccomandazioni dell’Oms a favore dell’adozione di norme di etichettatura sui prodotti per evidenziare la presenza di sale e grassi saturi in quanto “questo punto apre il rischio che a livello mondiale si alimenti un ‘sistema Arlecchino’ con grande confusione o, ancor più grave, che taluni paesi strumentalizzino tale raccomandazione per introdurre nuove barriere commerciali”. Proprio per questo, sottolinea il direttore del consorzio Riccardo Deserti. “serve un approccio legato alla reale educazione sui comportamenti dei consumatori e non un semaforo”.

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