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Sanzioni alla Russia, Coldiretti: “Gravo danno per il Made in Italy”

Sanzioni alla Russia, Coldiretti: “Gravo danno per il Made in Italy”

L'associazione dopo la proroga dell'embargo: "Danni anche per la ristorazione italiana in Russia, che manca degli ingredienti principali. Danni d'immagine con i tarocchi"

L’Unione Europea ha prorogato le sanzioni alla Russia, di sicuro Vladimir Putin scatenerà una rappresaglia commerciale. E, secondo Coldiretti, molte eccellenze italiane rischieranno di venir tagliate fuori dal mercato russo. Tra queste, frutta, verdura, formaggi, carne, pesce e salumi. Non solo: il rischio c’è anche per la ristorazione italiana a Mosca e dintorni che risentirà della mancanza di ingredienti.

Il danno rischia dunque di essere molto elevato per l’Italia. I leader dell‘Unione Europea hanno deciso di prolungare di altri sei mesi le sanzioni contro la Russia per il mancato rispetto dell’intesa di Minsk. “Quello russo, per molto tempo, è stato un mercato importante per l’Italia. Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane, si sommano poi quelle indirette dovute al danno d’immagine e di mercato, provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti d’imitazione che non hanno nulla a che vedere con il Made in Italy. Nei supermercati russi si possono ora trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella Casa Italia all’insalata Buona Italia alla robiola Unagrande, alla mortadella Milano, al parmesan, alla scamorza e al mascarpone”.

Prosegue Coldiretti: “A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stato però solo l’industria russa, anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo – come Svizzera, Bielorussia, Argentina e Brasile – hanno aumentato le produzioni e le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin. Dove è possibile trovare scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta Made in Bielorussia, ma anche salame Milano e Gorgonzola di produzioni svizzera e Parmesan o Reggianito di origine brasiliana o argentina”.

Già a maggio le esportazioni di Made in Italy in Russia erano diminuite dell’11 per cento rispetto all’anno precedente. A giugno e nei mesi a venire si prevede un ulteriore grosso calo.

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