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Sicurezza: reati in calo, armi in aumento

Sicurezza: reati in calo, armi in aumento

Nel 2017 denunce diminuite del 10% ma la percezione diffusa della criminalità porta all’incremento degli italiani che chiedono il porto d’armi (+13,5%)

Italiani sempre più favorevoli all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale: se nel 2015 la percentuale era del 26%, ora questa è salita al 39%. Questo quanto emerge dal Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia realizzato dal Censis con Federsicurezza. Ad essere più favorevoli sono le persone con un più basso titolo di studio (51% tra coloro che hanno al massimo la licenza media) e un’età più alta (41% tra gli over65).

Un maggiore desiderio di sicurezza che si affianca a un calo dei reati denunciati: nel 2017 sono stati oltre il 10% in meno di quelli dell’anno precedente. Nonostante i reati siano in calo, gli italiani non si sentono sicuri: il 31,9% delle famiglie sente di vivere in una zona insicura, percentuale che sale al 50,8% nelle aree metropolitane.

Per combattere tale senso di insicurezza il 92,5% degli italiani adotta almeno una strategia di difesa: porta blindata (oltre 33 milioni di cittadini), sistema di allarme (50%), inferriate a porte e finestre (33,5%) e il possesso di un’arma da fuoco (presente nelle case di quasi 4,5 milioni di italiani di cui 700mila minori).

Il maggiore senso di insicurezza ha portato anche all’aumento del numero di licenze per porto d’armi: nel 2017 queste erano 1.398.920 (dall’uso caccia alla difesa personale), il 13,5% in più rispetto al 2016 e il 20,5% in più rispetto al 2014. Il settore che è cresciuto maggiormente è stato quello delle licenze per il tiro a volo (+21,1% in un anno), in quanto quelle più semplici da ottenere.

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