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Burro: alla conquista della cucina, gli acquisti crescono del 12,5%

Burro: alla conquista della cucina, gli acquisti crescono del 12,5%

I dati resi noti dalla Coldiretti. Un nuovo interesse da parte dei consumatori che è ben visto dagli allevatori

Rivalutato dagli studi scientifici il burro torna a conquistare i carrelli delle famiglie italiane: nel 2017 vi è stato un incremento del 12,5% nella sua vendita. A determinare il successo del burro anche la decisione di un numero sempre maggiore di industrie alimentari di realizzare prodotti senza olio di palma, favorito anche dalle scelte dei consumatori (+17,6%).

A rendere noti i dati è stata la Coldiretti, che ha effettuato un’indagine sulla base di elaborazioni di dati Ismea e dell’Osservatorio Immagino, in occasione della Giornata mondiale del latte che ricorre il primo giugno.

Un aumento di interesse verso il burro (le quotazioni sono salite del 57% da inizio anno) che arriva in un contesto in cui gli allevamenti presenti in Italia sono 30mila contro i 60mila che c’erano nel 2005 (“un fenomeno causato dal crollo del prezzo pagato agli allevatori che è rimasto per lungo tempo addirittura al di sotto dei costi di alimentazione del bestiame” sottolinea la Coldiretti).

Molti i punti di forza della riscossa del burro sottolineati dalla Coldiretti: “a differenza delle margarine non è un prodotto chimico, è meno calorico degli oli, non è idrogenato ed è ricco di nutrienti come il calcio, sali minerali, proteine del latte e la vitamina A, senza contare che è un prodotto del tutto naturale e senza conservanti”.

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