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Grano bio: accordo Coldiretti – Casillo

Grano bio: accordo Coldiretti – Casillo

L'intesa prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all'anno per la panificazione

Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha annunciato il più grande accordo sul grano biologico mai realizzato al mondo per quantitativi e superficie coinvolte. Lo ha fatto in occasione dell’incontro su ‘Pasta da Agricoltura Biologica Italiana: da prodotto di nicchia a prodotto di massa’, al Cibus di Parma. L’accordo è stato siglato da Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani) e Gruppo Casillo. Prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta a 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione.

Si tratta di un’intesa triennale, con possibilità di proroga per altri due anni. L’Italia rinforza così il suo ruolo di capofila, in Europa, per quanto riguarda la imprese bio: 72.154 operatori e 1.796.363 ettari, con un +20% su base annua. I cereali (+23,6%) sono tra le colture con la crescita maggiore. A livello territoriale, invece, è la Sicilia quella con la maggiore estensione di terreni bio (363.639), poi la Puglia (255.831 ettari) e la Calabria (204.428). Bio significa garanzia di qualità per sei italiani su dieci, a conferma di una decisa svolta salutista a tavola.

L’accordo tra il Gruppo Casillo e Coldiretti è anche una risposta a quanti cercano sempre di più pasta italiana. La dimostrazione? La proliferazione dei marchi che garantiscono l’utilizzo di grano italiano, per la preparazione, al 100 per cento: Ghigi, De Sortis, Jolly Sgambaro, Armando, Felicetti, Alce Nero, Rummo, Fdai, Voiello e Divella.

“Oggi l’Italia produce 4,3 milioni di grano duro su una superficie di un milione e 350 mila ettari di coltivazioni, con 1,74 milioni di tonnellate importate dall’estero, 0,44 dall’Unione Europea a 1,3 milioni dai Paesi extracomunitari, a cominciare dal Canada, dove il grano viene trattato durante la pre raccolta con glisofato, secondo modalità vietate in Italia”.

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