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Lavoro in Italia: cresce divario Nord – Sud

Lavoro in Italia: cresce divario Nord – Sud

La crisi è passata, lasciando però macerie, specialmente nel Mezzogiorno: le donne del Meridione che lavorano sono la metà di quelle che hanno un'occupazione al Nord

La recessione è dietro le spalle, ma non in maniera omogenea. In particolare il Sud Italia si ritrova con tre grossi problemi a carico dei giovani e delle donne. Alla fine degli anni ’70, il Nord era davanti al Sud – in quanto a occupazione – solo di tre punti percentuali. Entrambi erano superiori al 70%. Oggi, la distanza è di 18 punti, con progressiva diminuzione del lavoro maschile al Meridione (siamo al 55,9%). Questo dato è inferiore anche a quello dell’occupazione femminile al Nord. Le loro colleghe sotto Roma sono addirittura al 32,2%, la metà dunque di quante lavorano al di sopra della capitale. Al Nord, infatti, l’occupazione femminile in 40 anni ha guadagnato 20 punti percentuali contro i 6 del Sud.

Ci sono poi i casi limite: tra Bologna e Foggia, per esempio, la differenza in percentuale di donne che lavorano è di 43 punti. Se guardiamo l’Italia nel suo complesso, scopriamo però che proprio le donne hanno retto alla crisi: l’occupazione è oggi di 2 punti percentuali più alta rispetto al 2007. Ma, in totale, lavora meno di una donna su due (49%). Il che pone l’Italia in fondo alla classifica dell’Unione Europea.

E’ peggiorata anche la qualità del lavoro: il part-time involontario è aumentato, sono cresciute le professioni meno qualificate, sono diminuite quelle più tecniche, è aumentata la sovra-istruzione, così come l’interruzione del lavoro dopo la nascita di un figlio. Se al Sud le donne con laurea hanno qualche possibilità in più (sfiora il 63% la percentuale di chi ha un lavoro), è anche vero che qui troviamo molte meno laureate che al Nord. Eppure, senza laurea ma solo con un diploma, nel Mezzogiorno lavora appena il 37,7% delle donne che, con una licenza media, trovano lavoro appena nel 20% dei casi.

Poi ci sono i giovani, tra i 25 e i 34 anni. Sono stati licenziati più spesso degli altri e non sono stati riassunti alla fine della crisi. Hanno più precarietà e stipendi bassi. Ancora una volta, il Sud è messo peggio del Nord. Rispetto al 2007, il tasso di occupazione dei giovani maschi è diminuito dell’11,4%, quello delle giovani donne del 7%. In 20 anni, al Meridione, i maschi hanno perso 20 punti circa, oggi la distanza con il Nord è del 30%. Non va meglio alle femmine, la metà delle coetanee del Nord ha un lavoro. Che, pure, hanno perso l’8%, tornando ai livelli di 20 anni fa.

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