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Lavoro: diminuiscono gli incidenti invalidanti e mortali, al Sud tre volte più frequenti

Lavoro: diminuiscono gli incidenti invalidanti e mortali, al Sud tre volte più frequenti

Lo certifica studio della Fondazione studi dei consulenti del lavoro

Al sud vi è un rischio di morte o di infortunio invalidante sul lavoro che è tre volte superiore di quello registrato al Nord. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro sulla base delle denunce arrivate all’Inail negli anni 2012-2016.

Nel 2016 vi è stato un calo sia di infortuni gravi sia di morti sul posto del lavoro: 4.894 contro 5.675 dell’anno precedente, 842 contro 973. Complessivamente gli infortuni invalidanti o mortali sono stati nel 2016 l’1,1% del totale.

Nel quadriennio oggetto dello studio la provincia che ha fatto registrare la più alta percentuale di incidenti gravi o mortali è stata Avellino (4,2%), seguita da Benevento e Potenza (3,9% in entrambi i casi). La più bassa incidenza si è invece avuta a Gorizia e Biella (0,5% in entrambi i casi).

La fascia di età in cui gli incidenti sono più rischiosi è sopra i 55 anni: qui il 2,2% ha un danno biologico superiore al 15% e 3,6 casi ogni mille infortuni sono mortali (media nazinale di 1,5 ogni mille).

Per quanto riguarda i settori quelli più pericolosi, calcolando la percentuale degli infortuni gravi sul totale degli infortuni del settore, sono quello agricolo (3,4%), quello delle costruzioni (3,3%), della lavorazione del legno (2,3%) e le attività minerarie (2,2%).

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