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Tubercolosi: in Italia incidenza bassa

Tubercolosi: in Italia incidenza bassa

Siamo a una media di 7 malati ogni 100 mila abitanti, ma l'allarme è alto in particolare perché la sintomatologia può portare a scambiare la malattia per influenza

In Italia, sette persone su 100 mila sono colpite dalla tubercolosi. Il che vuol dire bassa incidenza della malattia sulla popolazione generali. La tubercolosi si concentra in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età.

La metà dei nuovi casi coinvolge però cittadini italiani, quelli stranieri più coinvolti arrivano dai Paesi ad alta endemia: Africa maghrebina ed equatoriale, Paesi dell’est come la Moldavia e la Romania. Gli stranieri con questa patologia hanno di media tra i 20 e i 40 anni. Per quanto riguarda gli italiani, invece, andiamo oltre i 60 anni. Come mai questa differenza d’età? L’emigrato che proviene da zone dove la malattia è a forte contagio, ha chiaramente un maggior coefficiente di rischio e tende ad ammalarsi prima, pure per colpa di una qualità di vita più bassa.

Come si trasmette la tubercolosi? Per via aerea, ossia condividendo spazi aerei con un malato. Giovanni Di Perri, ordinario di Malattie infettive all’università di Torino, spiega: “Anche se i numeri non sono allarmanti, quello della tubercolosi è un problema attuale in quanto la malattia è molto difficile da riconoscere. I sintomi sono febbre e tosse, spossatezza e perdita di peso. Possono essere scambiati per sintomi di influenza o para-influenzali. La mancanza di una sintomatologia specifica comporta spesso una lunga serie di visite prima di essere scoperta”.

Nel mondo, i nuovi casi di tubercolosi scoperti nel 2014 sono stati 9,6 milioni, in aumento nel 2015 a 10,4 milioni. Di questi, 1,2 milioni riguardano i bambini. Il 60 per cento di chi è affetto da tubercolosi abita in India, Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa.

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