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Occupazione: in Italia torna a crescere, ma a macchia di leopardo

Occupazione: in Italia torna a crescere, ma a macchia di leopardo

Non c'è una chiara differenza tra Nord e Sud. La provincia più vitale è Vibo Valentia, continua a soffrire la Liguria; sono Foggia e Ancona le province che hanno perso di più

Torna a crescere, in Italia, il mercato del lavoro, ma lo fa a macchia di leopardo. Nel 2017, infatti, meno della metà delle province ha avuto il segno ‘+’ relativamente all’occupazione: 52 su 107. E ancora: 18 sono grosso modo invariate, le cinque province sarde non sono classificate dopo il riordino, in 32 continuano a perdere posti di lavoro. Se poi guardiamo al 2008, dunque a prima della crisi economica, si riducono a 32 le province in territorio positivo.

I dati sono stati forniti dall’Istat. E ci sono sorprese. L’Italia non è, come al solito, spaccata tra Nord e Sud. Al Settentrione molte province hanno ripreso a marciare bene, ma ci sono parecchie zone ancora in sofferenza. Il Sud è in ritardo, ma ci sono anche segnali di vitalità. Le città turistiche vanno meglio di quelle industriali. Il Veneto non è l’isola felice che tutti immaginano, la Liguria è l’unica regione del Nord ancora in ritardo.

Le province più vitali arrivano proprio dal Meridione. Vibo Valentia è in testa, (+11,2% di occupazione, da 42 mila a 47 mila occupati), Caserta è a +7,87%, Ragusa +5,17% e Latina +5,07%. Seguono Bari, Pesaro, Padova, Piacenza, Brescia, Firenze e Pescara (tutte oltre il 3%). Dall’altra parte della classifica troviamo Foggia e Ancona (-8,5 e -6,36% di posti di lavoro), Caltanissetta (-4,08%), Lucca (-4%), Isernia (-3,57%), Benevento (-3,2%), Sondrio (-3,18%), Grosseto (-3,1%), Imperia (-2,67%) e Verbano – Cusio – Ossola (-2,51%).

Quelle che crescono di più, in termini assoluti, sono le metropoli: Roma +36 mila posti di lavoro, Milano +29 mila. Poi Brescia e Venezia (+19 mila), Caserta, Bari e Napoli, quindi Padova, Firenze e Treviso. Il 17% delle nostre province non si muove dai dati precedenti (18 province su 107). Sei sono al Nord (Asti, Pavia, Bologna, Reggio Emilia, Ravenna e Rimini), 8 al Centro (Massa Carrara, Siena, Arezzo, Rieti, Viterbo, Ascoli Piceno, Chieti e Campobasso) e 4 al Sud (Salerno, Brindisi, Messina ed Enna).

La Calabria, in termini percentuali, è la regione in cui la situazione è migliorata maggiormente (+2,64%), poi Veneto (+2,28%) e Lazio (+2,14%). La Basilicata, -2,15%, è la peggiore; preceduta dalla Liguria (-1%) e dal Molise (-0,88%). In valori assoluti, la Lombardia ha creato più posti di lavoro (+72 mila), poi il Veneto (+44 mila), il Lazio (+42 mila), la Campania (+37 mila), la Toscana (+17 mila), la Sicilia (+15 mila), la Calabria (+14 mila), Piemonte e Trentino (+8 mila).

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