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Lavoro in Italia: per 72% under 35 si ottiene con la raccomandazione

Lavoro in Italia: per 72% under 35 si ottiene con la raccomandazione

Ma i giovani dimostrano anche maggiore flessibilità, disposti a lavorare pure a 500 euro di stipendio al mese o lasciando gli affetti pur di un posto di lavoro

Sono sconsolanti gli ultimi dati che arrivano da un’indagine Coldiretti/Ixè, che ha analizzato le cifre dell’Istat che riguardano il lavoro. Per il 72 per cento dei giovani, gli under 35, il lavoro è arrivato grazie a un parente o a un conoscente. Con una raccomandazione, insomma. Forse anche così si spiega la diminuzione della disoccupazione, mai così bassa da quattro anni a questa parte.

Coldiretti commenta: “La classica raccomandazione si è evoluta dalla classica lettera formale in modalità più discrete, ma è ritenuto essere il canale più utile per sistemarsi anche dalle giovani generazioni. Una certezza che non scoraggia i giovani italiani in cerca di occupazione, che nell’ultimo anno hanno presentato in media 14 curriculum in diverse forme, dai siti web delle aziende a quelli specializzati, dal social network alle agenzie, fino al passaparola”.

Ok, non sono solo le raccomandazioni ad aver fatto scendere la disoccupazione, ma anche la maggiore flessibilità dei giovani; il 56%, infatti, accetterebbe anche un posto da spazzino; il 51% sarebbe contento di un lavoro nella consegna dei cibi a domicilio; il 50% farebbe il dog sitter; il 39% il pony express; il 37% l’operatore di call center. Appena il 24% sarebbe disposto a fare il badante.

Dice ancora Coldiretti: “Per inseguire il miraggio di un lavoro c’è anche chi è disposto a rinunciare ad affetti, ambizioni o tutele, magari cambiando città (46%), accettando uno stipendio di 500 euro al mese (25%), facendo un lavoro completamente diverso rispetto all’obiettivo iniziale (48%), tornando a studiare (32%). Tre giovani su quattro hanno già avuto esperienze lavorative multiple, per una media di quasi quattro lavori già cambiati, che salgono a cinque se si considera la fascia tra i 30 e i 34 anni”.

Emerge dunque grande spirito di sacrificio e di intraprendenza nelle nuove generazioni. “Negli ultimi quattro anni sono praticamente raddoppiati i giovani che vogliono investire in attività imprenditoriali, che rappresentano il 9% del totale. Un fenomeno che interessa particolarmente le campagne, dove nel 2017 sono salite a 55.121 le aziende agricole italiane guidate da under 35”.

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