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Arancia nelle aranciate: contenuto passa dal 12 al 20%

Arancia nelle aranciate: contenuto passa dal 12 al 20%

Esulta Coldiretti: "Risultato straordinario per gli agricoltori e i consumatori grandi e piccini. Viene soddisfatto interamente il fabbisogno giornaliero di vitamina C".

Avremo finalmente aranciate con più arancia dentro. Entra infatti in vigore il provvedimento nazionale che innalza dal 12 al 20% il contenuto di succo d’arancia per le bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo o denominazioni che a tale agrume si richiamino.

Lo ha fatto sapere la Coldiretti, in occasione dell’applicazione delle disposizioni della legge 161 del 30 ottobre 2014, che sono scattate il 6 marzo, ossia 12 mesi dopo dal perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea del provvedimento in materia di bevande a base di succhi di frutta, come richiamato dal comunicato della presidenza del Consiglio del 24/5/2017.

“Un risultato straordinario per agricoltori e consumatori grandi e piccini, salutato con la Giornata nazionale di mobilitazione, con iniziative in piazza per aiutare i cittadini a leggere le nuove etichette e festeggiare l’agrume più consumato in Italia con maxi spremute, tutor delle arance per riconoscere le diverse varietà, nutrizionisti e arance per tutti”.

Si va così a modificare, dopo 60 anni, la norma con l’obiettivo “di tutelare la salute dei consumatori, adeguandosi a un contesto programmatico europeo che tende a promuovere un’alimentazione più sana e a diffondere corretti stili alimentari”. Infatti, alcuni studi hanno evidenziato che “una bevanda con il 20% di succo di arancia aiuta a soddisfare il fabbisogno giornalieri di vitamina C raccomandato dalle diverse Accademie scientifiche e la sua assunzione veicola un variegato mix di sostanze fitochimiche che possono incidere positivamente sulle difese del sistema immunitario”. Non solo: “Si contribuisce a offrire il giusto riconoscimento alle bevande maggiormente qualitative, riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e di zucchero”.

Infine, “l’aumento della percentuale di frutta nelle bibite andrà a salvare oltre 10 mila ettari di agrumeti italiani, con un’estensione equivalente a 20 mila campi da calcio, situati soprattutto in Sicilia e Calabria. L’aumento della percentuale del contenuto minimo di frutta al 20% corrisponde all’utilizzo di 200 milioni di chili in più di arance all’anno, con effetti anche dal punto di vista paesaggistico, in una situazione in cui una pianta di arance su tre /31%) è scomparsa in Italia negli ultimi 15 anni, mentre i redditi dei produttori sono andati a picco. A oggi, per ogni aranciata venduta a 1,3 euro al litro, agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute”.

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