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Universitari: studenti investono sul futuro mangiando sano

Universitari: studenti investono sul futuro mangiando sano

Paola Palestini, docente alla Bicocca di Milano: "Gli italiani vorrebbero trovare cibo locale nei locali o nei negozi dell'Ateneo. Cercano di mantenere una buona salute"

Fa discutere l’indagine di Sodexo sulle abitudini alimentari degli studenti nel mondo. Franco Buschi, Head of Schools & Universities Segment Med Region di Sodexo, così riassume il tutto: “Meno della metà degli studenti consuma il pranzo all’intero del campus, in un ristorante, caffè o negozio dell’università. Questo sembra indicare che le nostre università hanno ancora spazi di miglioramento nel rendere le opzioni per pranzare al loro interno più allettanti”.

Forse molti non si fidano della cucina degli estranei, visto che dal sondaggio emerge anche come i giovani siano particolarmente attenti a quello che mangiano: “Non manca la consapevolezza dei benefici di un’alimentazione sana. A livello di tipologia di piatti, infatti, il 44 per cento circa degli studenti si aspettare di trovare cibi a basso contenuto calorico, privi di allergeni e vegani/vegetariani nei locali e nei negozi dell’università”.

Poco meno di un terzo degli studenti pagherebbe pure di più pur di trovare cibi provenienti dal commercio equo e solidale/prodotti in modo etico. Gli universitari italiani sarebbero particolarmente felici di una cucina di origine locale. Paola Palestini, professore di Biochimica, coordinatrice del master ADA Alimentazione e Dietetica Applicata e membro del presidio della Qualità Didattica all’Università di Milano – Bicocca, aggiunge: “Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza, soprattutto nei più giovani, che alimentarsi in modo sano è un importante investimento a lungo termine per il mantenimento di un buono stato di salute”.

Si investe sul futuro investendo sul proprio corpo. “Questa nuova consapevolezza non è solo italiana, come ci si potrebbe aspettare in quanto culla della dieta mediterranea e di una biodiversità agricola di alta qualità, ma è presente, anche se in percentuali minori, pure in Usa e Inghilterra. A questa consapevolezza è connessa la ricerca da parte di una buona percentuale di studenti di cibi a basso contenuto calorico e/o vegani/vegetariani nei locali e nei negozi degli atenei”.

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