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Dazi Usa: il Made in Italy rischia grosso

Dazi Usa: il Made in Italy rischia grosso

La politica di Donald Trump, 'America first', potrebbe incidere pesantemente sui prodotti esportati dall'Italia verso gli Stati Uniti, ossia costarci 40,5 miliardi

La guerra commerciale tra l’Italia e gli Stati Uniti rischia di costarci 40,5 miliardi di esportazioni di prodotti Made in Italy. E dire che stavamo ancora festeggiando i risultati da record raggiunti nel 2017, con un aumento del 9,8% rispetto al 2016. Poi, la doccia gelata, che arriva da Coldiretti sulla base dei dati Istat, in riferimento all’ipotesi che il presidente americano Donald Trump metta dei dazi.

A dire il vero, con o senza dazi, l’inizio del 2018 non è stato roseo per i nostri prodotti, che a gennaio hanno fatto segnare una violenta inversione di tendenza: -1,4 per cento di esportazioni verso gli Stati Uniti. “Gli Usa sono di gran lunga il principale mercato di riferimento per il Made in Italy fuori dall’Unione Europea, con un impatto rilevante anche per l’agroalimentare. La nuova strategia Usa, ‘America First’, sembra aver fino a ora i primi effetti in una politica monetaria aggressiva, che rischia di costare caro all’Italia anche in campo alimentare, considerato che le esportazioni di cibo e bevande sono aumentate del 6 per cento nel 2017 per un totale di circa quattro miliardi di euro, il massimo di sempre”.

C’è quindi giusta preoccupazione in Coldiretti, che sottolinea un altro dato importante: “Gli Stati Uniti si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Il vino risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta”.

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