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Mercato delle auto: Italia, frenata a febbraio

Mercato delle auto: Italia, frenata a febbraio

A febbraio calo dell'1,42% rispetto a febbraio 2017, ma per il Centro Studi Promotor è colpa anche del giorno in meno lavorativo del mese di febbraio 2018 rispetto a 12 mesi prima

A febbraio il mercato delle auto si è fermato, ma attenzione al trucco. Ossia, al mese più corto dell’anno, che potrebbe essere la spiegazione dello stop secondo il Centro Studi Promotor.

Il ministero dei Trasporti ha dato i dati del mese appena finito: le immatricolazioni, dopo una lunga corsa verso l’alto, in Italia sono scese dell’1,42% rispetto allo stesso mese del 2017. Le vendite di veicoli sono state 181.734 (Fca ne ha sfornati 48 mila, -10,8%). Alfa Romeo e Jeep rappresentano la felice eccezione: +18,6% e +79,8% di immatricolazioni.

Dicevamo, però, che secondo il Centro Studi Promotor questi numeri sono da interpretare. “Se si considera che a febbraio 2018 c’è stato un giorno lavorativo in meno rispetto a febbraio 2017, che vale circa il 4,5%, il dato del mese scorso è in linea con quello di gennaio, che aveva chiuso con un incremento del 3,36%”.

Certo, lo stesso Centro Studi aggiunge altri fattori al rallentamento. Il primo è la decisione di alcune case di non ricorrere più ai chilometri zero, ovvero all’immatricolazione di auto ai concessionari destinate a essere vendute con forti sconti (proseguirà, questa decisione, almeno fino a metà 2018); dopo la crescita del 16% nel 2015 e nel 2016 e dell’8% nel 2017, è considerata quasi fisiologica una frenata, anche nel quadro di un recupero delle vendite fino al livello fisiologico (2.200.000 immatricolazioni). Numero che, secondo il Centro Studi Promotor, si raggiungerà nel 2019. Il terzo fattore è l’effetto elezioni, da sempre in Italia considerato periodo in cui si evitano di acquisti di beni di consumo durevoli.

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