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Piatti Made in Italy: solo un quarto è ancora anonimo

Piatti Made in Italy: solo un quarto è ancora anonimo

L'obbligo dell'etichetta di origine manca sui salumi, la frutta trasformata, l'insalata in busta, il pane i funghi conservati, spesso provenienti da Paesi come la Cina

Solo un quarto dei piatti Made in Italy è ancora anonimo dopo la pubblicazione del decreto interministeriale sull’obbligo di etichettare l’origine dei derivati del pomodoro. Insomma, ancora non è completa l’operazione di trasparenza nei confronti dei consumatori del nostro Paese.

Due prosciutti su tre, venduti oggi in Italia, arrivano da maiali allevati all’estero, senza che venga evidenziato chiaramente sull’etichetta. Stessa cosa dicasi per i 200 milioni di chili di succo di arancia straniero che arriva nello Stivale: in etichetta, infatti, viene evidenziato solo il luogo di confezionamento. Il problema riguarda, a oggi, tutti i salumi, la frutta trasformata (conserve e confetture), l’insalata in busta, il pane e i funghi conservati, che spesso sbarcano in Italia provenienti dalla Cina, Paese leader per gli allarmi alimentari.

Coldiretti ricorda gli ultimi casi di problemi alla salute causati da prodotti provenienti dall’estero: il latte in polvere francese alla salmonella per i bambini, la carne di cavallo spacciata per vitello nei ragù, i prosciutti ottenuti da maiali olandesi, alimentati con mangimi alla diossina, il succo di arance brasiliane, trattate con carbendazim, pesticida vietato nel Vecchio Continente.

Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, precisa: “La Commissione Europea, con quattro anni di ritardo, ha avviato una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta, come previsto dal regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n.1169/2011, entrato in vigore nel dicembre del 2013. Ora occorre vigilare affinché la normativa comunitaria risponda realmente agli interessi dei consumatori e non alle pressioni esercitate dalle lobby del falso Made in Italy, che non si arrendono e vogliono proseguire a ingannare i cittadini, cercando di frenare nel nostro Paese l’entrata in vigore di norme di trasparenza e di grande civiltà”.

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