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Rivoluzione treni: il Garante delibera nuovi standard

Rivoluzione treni: il Garante delibera nuovi standard

Qualità, puntualità e trasparenza: questo chiede l'Authority di regolazione dei trasporti ai treni italiani. Il passeggero, in particolare il pendolare, al centro delle novità

Treni, cambia tutto. E si spera in meglio. L’Art, l’Authority di regolazione dei trasporti, ha infatti deliberato per migliorare l’esperienza di viaggio in Italia. Per far sì che il treno torni a essere mezzo di trasporto preferito, considerata la crisi del binario, accentuata dai recenti fatti di cronaca.

Cosa cambierà nel nostro Paese? Tutte le compagnie ferroviarie, anche le ‘ex concesse’, dovranno adeguarsi. A cosa? A rispettare gli obblighi previsti dal Garante e a garantire una serie di prestazioni minime. La delibera vuole rimettere al centro del villaggio il viaggiatore, in particolare i pendolari. Potremo, da oggi, esigere un’offerta adeguata alla domanda, ossia disponibilità di corse sufficienti nelle tratte più battute, posti a sedere in numero ragionevole su tutti i convogli.

Non si poteva naturalmente non intervenire anche sulla puntualità e sulla regolarità dei treni. L’attesa in stazione dovrebbe ridursi. Il ritardo sarà misurato sulla base dell’orario effettivo del treno anche nelle stazioni intermedie rilevanti, non solo alla partenza e all’arrivo. Dovranno esserci maggiori informazioni per il cliente, i biglietti si dovranno poter acquistare più facilmente attraverso i vari canali. E ancora: pulizia, comfort per il viaggiatore, personale e patrimoniale. La speranza è diminuiscano le aggressioni e i furti, in particolare sui convogli notturni.

Per ognuno di questi parametri, sono stati previsti indicatori di qualità e sistemi di monitoraggio che serviranno a tenere sotto controllo prestazioni, eventuali disservizi, penali da addebitare. Obblighi anche per le società che gestiscono le stazioni e le infrastrutture.

Il treno resta indispensabile per molti: sono 5,51 milioni le persone che ogni giorno si muovono in Italia sui binari. I pendolari, nel 2017, sono cresciuti di 11 mila unità al giorni. Quelli delle metropolitane di 22 mila. Questo dice il rapporto di ‘Pendolari 2017’, a firma Legambiente. Che incentra la sua attenzione sui forti ritardi nel Meridione, dove circolano meno treni che in tutta la Lombardia. Sono più lenti e più vecchi (età media 19,2 anni contro i 13,3 del Nord). La tratta Cosenza – Crotone, per esempio, non è collegata. L’Alta Velocità arriva al massimo a Salerno. Colpa pure dei pochi soldi a disposizione: negli ultimi 16 anni, i finanziamenti statali hanno premiato al 60% gli investimenti su strade e autostrade. Le briciole per le reti metropolitane: il 13%.

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