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Salone Margherita di Roma: destino segnato?

Salone Margherita di Roma: destino segnato?

Storico tempio di satira e varietà, a dicembre 2018 sarà messo in vendita all'asta da Bankitalia. Chi lo acquisterà, potrà demolirlo e farci al suo posto un centro commerciale

Chi salverà il Salone Margherita? Autentico santuario della satira e del varietà, è a rischio chiusura. Un vero e proprio gioiello dello stile liberty europeo, vittima dell’indifferenza, potrebbe presto essere demolito per far posto a un più funzionale centro commerciale. Perfetta metafora dell’Italia di oggi, dove il consumismo prevale sempre sulla cultura.

La Banca d’Italia l’ha messo in vendita, preludio alla rottamazione di chi lo acquisterà. Sono insorti coloro che credono che non sempre il passato vada cancellato: Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Pierfrancesco Pingitore e Vittorio Emiliani tra gli altri. Il destino è comunque segnato? E dire che proprio nel 2018 ha compiuto 120 anni, il Salone Margherita. Fu realizzato infatti nel 1898 dai fratelli Marino come cafè chantant esclusivo di Roma. Qui si sono esibiti fior fiori di personaggi: Ettore Petrolini, Lina Cavalieri, la bella Otero, Filippo Tommaso Marinetti, Totò, Aldo Fabrizi, Oreste Lionello.

Nel 1972, già in declino, venne acquisito dalla compagnia di Castellacci e Pingitore, ospitando gli spettacoli della compagnia del Bagaglino, finendo in televisione sulla Rai e su Mediaset, con Pippo Franco e Oreste Lionello mattatori incontrastati e 14 milioni di spettatori in tv.

Ma ora? Niente è come prima. Tre anni fa, con grandi investimenti peraltro, l’imprenditore Nevio Schiavone ha rilevato il teatro. Che attualmente propone 320 serate all’anno, con spettacoli di varietà, di cabaret, concerti e opera lirica. Per un totale di 30 mila spettatori l’anno. Due mesi l’anno, qui c’è ancora il Bagaglino. A dicembre 2018, però, potremmo celebrare il funerale del Teatro romano. Bankitalia, proprietaria, ha deciso infatti di metterlo all’asta, senza rinnovare il contratto all’impresario.

Solo un grande investitore potrebbero farlo suo, per 10 milioni di euro. Che dovrebbe prima chiuderlo per una decina d’anni e poi potrebbe cambiarne l’uso. Dopo averlo fatto andare presumibilmente in rovina. A meno che non si faccia il miracolo.

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