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Affitti negozi: cedolare secca, il parere di Confcommercio

Affitti negozi: cedolare secca, il parere di Confcommercio

La Commissione Finanze della Camera dei Deputati propone la cedolare secca in via sperimentale, Confcommercio fa sapere che da sola però non basta per rianimare i centri storici

La Commissione Finanze della Camera dei Deputati chiede l’introduzione, perlomeno in via sperimentale, di una cedolare secca per gli affitti dei locali adibiti a uso commerciale. La Commissione, nel suo parere sul disegno di legge di bilancio, chiede “misure per favorire il rilancio del commercio nei centri storici, prevedendo a tal fine l’applicazione del regime della cedolare secca alle locazioni di immobili commerciali ubicati nei predetti centri storici, nel caso di avvio di attività di vendita al dettaglio per esercizi di vicinato o di attività di somministrazione di alimenti e bevande, ovvero di attività artigianali”.

A questo proposito, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, dice: “Si tratta di un ennesimo appello a cogliere quest’ultima opportunità della legislatura per almeno avviare una riforma strutturale e pro crescita, come quella di una tassazione sostitutiva dei redditi da locazione di immobili commerciali: un sistema che nel settore abitativo ha avuto un successo dimostrato dai numeri e che, in quello non abitativo, consentirebbe di limitare il dilagante sfitto dei locali su strada e la desertificazione delle nostre città”.

Confcommercio, in merito alla cedolare secca, aveva fatto sapere che questo provvedimento, da solo, non basterebbe. “Un centro depauperato dalle attività commerciali degrada in un quartiere ghetto o dormitorio. Il contrario della desertificazione è, invece, un centro urbano che vive, salotto buono della città, che diviene un grande contenitore non solo commerciale, ma anche di cultura, di arte, di enogastronomia, di artigianato, di divertimento”.

Evidentemente “gli strumenti classici della pianificazione urbanistica adottati finora non bastano. Occorre introdurre ulteriori misure che coinvolgano tutti gli attori in campo: amministrazioni locali, imprenditori, commercianti, proprietari di immobili, cittadini residenti”.

Oltre alla cedolare secca, “che garantirebbe la presenza e la varietà di attività di particolare interesse merceologico”, ci vorrebbero “il riconoscimento di un regime fiscale di vantaggio temporaneo (imposta sostitutiva in luogo delle imposte sui redditi) per gli imprenditori che iniziano un’attività commerciale in aree urbane degradate e, in particolar modo, nei centri storici”.

E ancora: agevolazioni sui tributi e sulle tariffe di propria competenza (Imu, Tasi, Tari, Tosap, imposta di pubblicità).

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