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Magnum Manifesto: Roma celebra la mitica agenzia fotogiornalistica

Magnum Manifesto: Roma celebra la mitica agenzia fotogiornalistica

Al museo dell’Ara Pacis una mostra per i 70 anni della cooperativa fondata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour

Una mostra per celebrare i 70 anni della più grande agenzia fotogiornalistica al mondo, la Magnum Photos: è ‘Magnum manifesto’. Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia’. Curata da Clément Chéroux (curatore per la fotografia presso il ‘Museum of Modern Art’ di San Francisco) sarà all’Ara Pacis di Roma dal 7 febbraio al 3 giugno.

Una mostra che va oltre le foto. Sono infatti proposte al visitatore testi, interviste, lettere, appunti o racconti: un modo per portarlo dentro il lavoro dei più grandi fotografi, facendogli conoscere “le posizioni, etiche ed estetiche, dei fotografi dell’agenzia”. Un viaggio che ben sposa lo spirito con il quale Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947  hanno creato in forma di cooperativa la Magnum, il cui scopo era quello di tutelare i suoi membri e riflettere la loro natura indipendente, come persone e come professionisti.

Protagoniste assolute della mostra sono ovviamente le foto: il reportage di Eve Arnold sui lavoratori immigrati negli Stati Uniti realizzato negli anni Cinquanta; i ritratti di ‘famiglia’ di Elliott Erwitt; le immagini degli zingari di Josef Koudelka; il racconto del viaggio del treno  attraverso un’America sconvolta e dolente che nel 1968 trasportò la salma di Robert Kennedy verso il cimitero di Arlington realizzato da Paul Fusco; la ‘Spagna Occulta’ di Cristina Garcia Rodero; le foto di Martin Parr che rappresentano un’osservazione antropologica delle varie realtà; l’attualità del Sud America vista da Jérôme Sessini e le notti dei migranti nel Mediterraneo testimoniate da Paolo Pellegrin.

I 70 anni di Magnum Photos sono ripercorsi attraverso tre sezioni tematiche e cronologiche: ‘1947-1968: Diritti e rovesci umani’, incentrata sui concetti di universalità, libertà, uguaglianza che caratterizzavano gli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale; “1969-1989: Un inventario di differenze’, dove prevale la rappresentazione delle minoranze e ‘della figura dell’altro’; ‘1990-2017: Storie della fine’, sui cambiamenti successivi al crollo del Muro di Berlino e dell’attenzione dei fotografi di Magnum verso tutto ciò che stava per scomparire.

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