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Export, Confartigianato: qualità e innovazione italiane fanno la differenza

Export, Confartigianato: qualità e innovazione italiane fanno la differenza

Nonostante l'euro forte, abbiamo esportato meglio e a miglior prezzo. Il saldo migliore è nei Paesi extra-Ue (+8,6%), ma va bene anche nell'Area Euro (+6,9%)

Nonostante l’euro forte – +4,7% nei primi undici mesi del 2017 – l’export del Made in Italy è andato molto bene. Sono i dati di Confartigianato. Nei primi undici mesi dell’anno scorso, le esportazioni sono salite del 7,9%, con un saldo ancora migliore (+8,6%) nei Paesi al di fuori di Eurozona, ma performance positiva anche nell’Area Euro (+6,9%).

I prodotti italiani hanno ottenuto risultati positivi in tutti i principali Paesi extra-Euro: Cina +23,8%, Russia +21,5%, Polonia +11,7%, Repubblica Ceca +10,6%, India +9,4%, Giappone +9,1%, Stati Uniti +9%, Svizzera +8,8%, Romania +8,6%. Questa vivacità è dovuta in larga parte alla qualità di ciò che esce dai nostri confini. Nei primi 10 mesi del 2017, il valore unitario dell’export italiano, escludendo l’energia, nell’area extra Euro è salito del 3,4%, i prezzi alla produzioni sono cresciuti dello 0,7%. Il fenomeno è ancora più evidente nei beni di consumo: prezzo unitario salito del 3,3%, prezzi alle produzioni invariati.

Rileva dunque Confartigianato: “Questi risultati sui mercati esteri confermano come sia vincente la strategia della qualità e dell’innovazione del prodotto, dominante nelle imprese manifatturiere italiane. L’approccio strategico maggiormente adottato, infatti, è quello della qualità, indicata dall’82,1% delle imprese manifatturiere, seguito dall’innovazione (72,6%), dalle strategie di marketing (55,3%), contenimento dei prezzi (50,1%), Ict (41,4%), relazioni (24,9%) e outsourcing (17,6%)”.

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