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Vuoi un lavoro? Fai in Istituto professionale

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Confindustria Cuneo invia una lettera alle famiglie: "Dovete sapere quali sono le necessità delle aziende oggi". Il 91,5% di tecnici e operai specializzati firma contratti a tempo indeterminato

La scuola italiana deve formare tecnici. L’invito arriva da Confindustria Cuneo, ma può essere esteso a tutto il Paese. No agli intellettuali, insomma, e semaforo verde per chi sa fare qualcosa. Il presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, ha addirittura inviato una lettera ai genitori degli studenti che stanno per iscriversi alle Superiori.
“Cari genitori, qualsiasi percorso individuerete per i vostri ragazzi, avrete fatto una buona scelta, perché tutte le nostre scuole sono eccellenti e qualificare. Ma nostro dovere è evidenziarci questa realtà. Perché sono queste le persone che troveranno subito lavoro una volta terminati gli studi”. Una doccia fredda, probabilmente, per chi sognava che il figlio diventasse il futuro Alessandro Manzoni.

La Granda, provincia che si trova al 26esimo posto in Italia per prodotto interno lordo (27.300 euro), è effettivamente un ottimo laboratorio per la penisola. Sufficientemente ricca, l’anno scorso ha visto entrare nel mondo del lavoro 40.360 persone, tra commercio, turismo e servizi (61%), il resto nell’industria. Sul totale degli assunti, però, più della metà ha frequentato un Istituto professionale. E oggi il 19% è addetto agli impianti, il 18% operaio specializzato, l’11% tecnico specializzato (numeri del Centro studi di Confindustria Cuneo).

Gola si affretta poi a spiegare che a nessuno è fatto divieto di frequentare il liceo o l’università. Solo che queste persone, aggiungiamo, probabilmente hanno meno senso pratico e troveranno molte più difficoltà a trovare lavoro. “Confindustria ha responsabilità sociali e morali, prima che economiche. La cosa più giusta è far capire alle famiglie quali figure le nostre aziende hanno intenzione di assumere nei prossimi anni”.

Pensate che, in provincia di Cuneo, il 91,5% di tecnici e operai del settore industriale firma contratti a temo indeterminato, stessa cosa accade negli altri importi solo per il 16,5%. Se state pensando di trasferirvi da queste parti per cercare lavoro, sappiate che al momento mancano ingegneri industriali (55% di richieste disattese), architetti (77,7%), chimici (76%) e informatici (54,2%). “Serviranno sempre ingegneri e architetti, ma le principali necessità sono di operai specializzati”.

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