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Multe stradali, notificazione via Pec

Multe stradali, notificazione via Pec

La violazione in diretta prevede che chi ha commesso l'infrazione comunichi l'indirizzo, se è in differita sono gli organi accertanti a doverlo cercare (costo a carico dell'utente)

Multe stradali via Posta certificata, ossia via Pec. È la novità di questi giorni. Se la contestazione della violazione stradale è immediata, il trasgressore deve comunicare l’eventuale indirizzo di posta elettronica certificata. Se la contestazione arriva in differita, sono gli organi accertatori che hanno l’onere di cercare l’indirizzo Pec negli elenchi Ini-Pec (Indice nazionale degli indirizzi di Pec per società e professionisti, istituito dal Mise in attuazione del decreto crescita, il dl 179/2012) e in ogni altro registro con domicili validi ai fini delle comunicazioni che hanno valore legale.

La consultazione degli elenchi sarà un costo in più, ossia sarà addebitata alla persona che ha commesso l’infrazione, tramite la voce Spese di accertamento. Se non si possiede un indirizzo di posta elettronica certificata, si continueranno a seguire le regole attuali.

Il nuovo scenario ‘digitale’ è entrato ufficialmente in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018 del decreto del ministero dell’Interno, datato 18 dicembre 2018 dal titolo: ‘Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata’.

Gli organi accertatori, d’ora in poi, devono notificare le multe stradali tramite la posta elettronica certificata all’indirizzo dichiarato dal conducente o dal responsabile in solido o al domicilio digitale di cui all’articolo 3-bis del codice di amministrazione digitale.

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