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Patrimonio Unesco: ecco le candidature italiane

Patrimonio Unesco: ecco le candidature italiane

Sila, Alpi del Mediterraneo e la Celebrazione del perdono sono le scelte della Commissione nazionale

Gli ‘Ecosistemi forestali della Sila’ e le ‘Alpi del Mediterraneo’ alla lista del Patrimonio mondiale per il 2019, la Perdonanza Celestiniana alla lista del Patrimonio Immateriale, il sito Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia Romagna iscritto nella lista propositiva italiana del Patrimonio Mondiale. Sono queste le scelte del consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.

La Sila è un ecosistema unico, in cui si trova il gigantesco pino laricio di Calabria. L’isolamento geografico le ha permesso di essere rifugio delle specie delle foreste europee durante le glaciazioni, dando poi loro la possibilità di espandersi una volta ritirati i ghiacciai. In particolare essa risponde ai criteri numero 9 (rappresentatività di significativi ininterrotti processi ecologici e biologici nell’evoluzione di ecosistemi terrestri e acquatici e di comunità di piante e animali) e numero 10 ( presenza di importanti habitat naturali per la conservazione della diversità biologica) previsti per l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale.

Le Alpi del Mediterraneo – si estendono su un territorio transnazionale che comprende Italia, Francia e Principato di Monaco – collegano in soli 70 chilometri il ghiacciaio più a Sud delle Alpi agli abissi più profondi del Mediterraneo occidentale e rappresentano un sistema geologico di notevole importanza per lo studio della geodinamica della Terra. Inoltre, come evidenziano dalla commissione nazionale, “sono l’unico sito conosciuto in cui sono visibili le testimonianze di tre cicli geodinamici successivi, lungo un periodo di 400 milioni di anni”. Si rivelano particolarmente interessanti anche per la loro biodiversità, grazie alle caratteristiche geomorfologiche e climatiche legate al passaggio rapido dall’ambiente alpino all’ambiente mediterraneo.

Le Grotte di anidrite dell’Emilia-Romagna sono le uniche epigeniche del mondo che ospitano anche un tipo di cavità completamente nuovo: la ‘curva ipogea’, il cui sviluppo è strettamente controllato dall’idratazione di anidrite. L’affioramento delle Anidriti Triassiche nell’Alta Valle del Secchia è un rarissimo e perfettamente conservato esempio di evaporite, ancora parzialmente attivo, che ospita la più profonda grotta di anidrite del mondo e la più grande sorgente carsica salata in Italia.

Per la lista del Patrimonio Immateriale la scelta è caduta all’unanimità sulla Celebrazione del perdono (‘Perdonanza’), che è stata istituita nel 1294 da Papa Celestino V e rappresenta il primo giubileo aperto anche ai poveri e ai diseredati. Un evento in cui l’aspetto spirituale si affianca alla valenza sociale e politica: la ‘Bolla’ che contiene il testo dell’indulgenza fu consegnata dal pontefice alla città dell’Aquila, che ne divenne la custode. Ancora oggi la cerimonia della ‘Perdonanza’ (28 e 29 agosto) rappresenta un momento in cui si mira a rinsaldare i legami tra la comunità laica e quella credente, offrendo così da oltre 700 anni un messaggio di pace, solidarietà e riconciliazione tra gli uomini.

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