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Sbarchi di migranti in Italia: tornano a crescere, cambiano le rotte

Sbarchi di migranti in Italia: tornano a crescere, cambiano le rotte

Dall'inizio del 2018 siamo a +14,88 per cento rispetto a dodici mesi fa. Dalla Libia arriva il maggior numero di immigrati, ma ora ci sono pure la Turchia e la Tunisia

Aumentano gli sbarchi di migranti in Italia: 2.749 dall’inizio dell’anno, il 14,88% in più rispetto allo stesso periodo di dodici mesi prima. I dati sono del ministero degli Interni. Sono 2.195 quelli provenienti dalla Libia (erano 2.226), i 749 che restano arrivano da Turchia e Tunisia, in particolare. Le ultime due rotte fanno riflettere il Viminale. “La pressione migratoria è ovviamente un fatto epocale e nessuno si illude di avere un rubinetto da aprire e chiudere a nostro piacimento”.

Stanno cambiando le rotte, ma il flusso migratorio è tutt’altro che diminuito. Anzi. Nei primi 22 giorni di gennaio, infatti, al primo posto ci sono i pachistani (257 arrivati sulle nostre coste): “Per loro è semplicissimo prendere un volo fino a Istanbul, poi si arriva la locale filiera dei trafficanti”. Poi ci sono 232 tunisini, quasi tutti a Lampedusa, 192 libici e il resto dell’Africa a seguire. La polizia italiana ha chiesto a quella turca di intervenire, i tunisini hanno già fatto sapere di star facendo tutto il possibile.

E la Libia? “Le migrazioni non si fermano con azioni di contenimento, l’unica differenza emersa rispetto a un anno fa è che adesso si sa cosa accade nei campi di detenzione libici e che la gente continua a partire nonostante la capacità di intervento delle Ong sia mutata” spiega Stefano Argenziano, di Medici senza Frontiere. Non solo: altri 1.393 migranti libici sarebbero stati fermati nelle ultime tre settimane dalla Guardia costiera libica proprio prima di arrivare da noi.

Gerald Canals, della spagnola ProActiva Open Arms, spiega: “Possiamo dire con certezza che questo inverno abbiamo fatto salvataggi in ognuna delle missioni di soccorso effettuate, e che i numeri di migranti a bordo di barconi e gommoni sono gli stessi. L’unico problema è che ora viaggiano per più miglia, visto che noi dobbiamo stare lontani dalle acque libiche, e questo aumenta il rischio di naufragi”.

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