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Liliana Segre nuova senatrice a vita

Liliana Segre nuova senatrice a vita

E' stata nominata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ebrea, fu deportata ad Auschwitz da bambina, ma riuscì a sopravvivere

Da oggi l’Italia ha un senatore a vita in più. Anzi, una senatrice. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infatti, ha nominato Liliana Segre, ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione, per aver illustrato la Patria con altissimi meriti in campo sociale.

La nomina arriva a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della Memoria, a 80 anni dalla proclamazione delle leggi razziali di cui proprio Segre fu vittima quando aveva 8 anni. Fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz ed è una dei 25 sopravvissuti tra i 776 bambini italiani con meno di 14 anni che furono internati.

La donna, dopo aver ricevuto la comunicazione, ha detto: “La notizia mi ha colto completamente di sorpresa. Non ho mai fatto politica attiva e sono una persona comune, una nonna con una vita ancora piena di interessi e di impegni”. E poi: “Il Presidente ha voluto onorare, attraverso la mia persona, la memoria di tanti altri in questo anno 2018 in cui ricorre l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali. Sento dunque su di me l’enorme compito, la grave responsabilità di tentare almeno, pur con tutti i miei limiti, di portare nel Senato della Repubblica delle voci ormai lontane che rischiano di perdersi nell’oblio. Le voci di quelle migliaia di italiani, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che nel 1938 subirono l’umiliazione di essere degradati dalla Patria che amavano; che furono espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società dei cittadini di serie A”.

Grande commozione è stata espressa dalla Comunità ebraica italiana. La presidente Ucei, Noemi Di Segni, confessa: “A nome di tutte le comunità ebraiche italiane esprimo la nostra commozione per la decisione del presidente Mattarella, che risponde esattamente alla profonda esigenza di assicurare che l’istituzione chiamata a legiferare abbia a memoria quanto avvenuto nel passato e sappia, in ogni atto, associare al formalismo della legge anche l’intrinseca giustizia e rispondenza di fondamentali principi etici, in un contesto sempre più preoccupante nel quale l’oblio rischia di divenire legge oltre che fenomeno sociale”.

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