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Shopper biodegradabili: rivoluzione nel modo di fare la spesa

Shopper biodegradabili: rivoluzione nel modo di fare la spesa

Più piccola distribuzione, prodotti già pronti e surgelati per evitare il costo del sacchetto

L’introduzione dei sacchetti biodegradabili a pagamento per l’ortofrutta ha cambiato il modo di fare acquisti degli italiani, come dimostra un’indagine realizzata dal ‘Monitor Ortofrutta’ della società di ricerca Agroter in collaborazione con Toluna su 500 consumatori.

Il 44% dopo l’entrata in vigore della legge ha rivisto il proprio modo di comprare frutta e verdura:  il 21% (23% tra gli over55) ha abbandonato la grande distribuzione organizzata a favore del fruttivendolo, il 12% si è indirizzato verso cibo già confezionato in modo tale da non pagare il sacchetto biodegradabile, il 3% ha optato per prodotti pronti al consumo e il 2% per i surgelati.

Secondo il fondatore di Agroter, Roberto Della Casa (Università di Bologna), la tendenza a privilegiare “i punti vendita al dettaglio potrebbe consolidarsi, anche se ridimensionato rispetto a come lo osserviamo adesso” mentre lo spostamento verso prodotti confezionati “è destinato a rientrare, perché altrimenti implicherebbe un cambiamento di mentalità del consumatore italiano, che da sempre preferisce scegliere da solo frutta e verdura”.

Per quanto riguarda i sacchetti biodegradabili soltanto il 23% giudica positiva la loro introduzione (21% tra i giovani), anche se quasi appena il 6% tornerebbe ai sacchetti in plastica. Il 23% spera però che vi sia una modifica nella normativa che renda i sacchetti gratuiti, il 18% vorrebbe il passaggio ai sacchetti di carta, il 23% (30% tra i giovani) il poter portare retine da casa e il 12% (17% tra i giovani) il poter riutilizzare i sacchetti. C’è poi un 18% che ritiene che basti un po’ di tempo per prendere l’abitudine alle nuove regole.

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