What’s New in Italy
AidCoin: la criptovaluta della beneficenza è italiana

AidCoin: la criptovaluta della beneficenza è italiana

Immessa sul mercato dai fondatori di CharityStars: l'obiettivo è rendere tracciabili le donazioni dall'inizio fino alla fine. E' la Beneficenza 2.0

AidCoin, la criptovaluta immessa sul mercato dei fondatori di CharityStars, ha cuore completamente italiano, pur avendo il quartier generale in Svizzera. Stiamo parlando di un antagonista del Bitcoin. Da oggi, dopo il successo della pre-sale, parte con la sua Ico, l’Initial Coin Offering, e l’obiettivo è raccogliere 14.333 Ether (circa 6 milioni di euro).

CharityStars, ricordiamolo, è la piattaforma che permette di raccogliere denaro con aste di beneficenza a cui partecipano i vip. AidCoin permetterà a tutti i donatori di seguire il flusso di ciò che hanno deciso di dare in beneficenza. Un domani, quando la criptovaluta interagirà direttamente anche con i dati delle Ong, si potrà seguire il percorso dei soldi fino all’ultimo momento.

AidCoin è dunque la criptovaluta della beneficenza. E Ico è la forma di finanziamento. Le startup, grazie alle Initial Coin Offering, emettono dei token, unità di valuta virtuale che sono legate al progetto che hanno in mente di portare avanti. Nel mondo, il 2017 è stato assolutamente l’anno delle Ico (4 miliardi di dollari raccolti). L’Italia si sta affacciando proprio adesso.

Da sei mesi i fondatori di CharityStars, Domenico Gravagno e Francesco Nazaro Fusetti, hanno deciso di lanciare questa nuova iniziativa. A lungo andare, l’idea è di diventare un hub del terzo settore. Chiamiamola pure Beneficenza 2.0. A Milano c’è stata una sorta di presentazione di AidCoin, spiegando che la necessità è un piano di pubblicizzazione mirato, roadshow come quelli in Asia. Così come investimenti sulla sicurezza per impedire la pirateria informatica.

Francesco Nazari Fusetti ha ricordato: “C’è una grande incognita su quanto questo mercato durerà, ma per il momento rappresenta una grande occasione. Usa, Sud Corea e Cina sono i mercati più attivi, ma anche in Europa le cose si stanno muovendo”.

Tag utilizzati:

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *