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Veronafiere al Design Shangai: la casa e il vino

Veronafiere al Design Shangai: la casa e il vino

Abitazione collettiva da 300 metri quadrati a cui partecipano i marchi principali italiani: dal marmo ai mobili, dalla cucine all'arredo. E poi il vino...

Veronafiere porta a Shanghai, al prossimo ‘Design’ in programma dal 14 al 7 marzo, una casa di 300 metri quadrati, simbolo del Made in Italy. Si tratta di un’abitazione collettiva, a cura dell’architetto Mauro Felice, che vede partecipare i marchi principali del Bel Paese, dalle cucine all’arredo, dai mobili al marmo. Ma anche i brand del vino, grazie alla ‘lounge Vinitaly’ e a una preview night dedicata in esclusiva proprio a questo prodotto di qualità italiano. Oltre a Vinitaly, ci sarà Italia del vino, uno dei consorzi che meglio rappresentano il Paese.

Il progetto è stato firmato da Media 10 – che organizza Design Shangai – e Casa Médnit (gruppo Veronafiere spa). Ettore Francesco Sequi, ambasciatore italiano a Pechino, dice: “L’Italia è leader globale nel settore del design, uno dei settori di punta del nostro export. Le opportunità per le aziende italiane del settore, in Cina, sono enormi. Negli ultimi 5 anni, le nostre vendite di prodotti di design e di arredo sono cresciute del 50 per cento e prevediamo un ulteriore aumento del 20 per cento nei prossimi 10 anni”. Del resto, “l’Italia non fa design. L’Italia è design”.

Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, aggiunge: “Oggi in Cina serve più che mai rappresentare il Paese in modo univoco e la contaminazione tra due elementi distintivi dell’italianità, design e vino, non può che contribuire a determinare la giusta percezione del nostro brand”.

Secondo i dati Istat relativi allo scorso anno, le esportazioni totali italiane verso la Cina hanno superato le vendite del 2016, sfondando quota 11 miliardi di euro: “Sul vino il mercato cinese si conferma Eldorado per diversi Paesi produttori e ancora terra promessa per l’Italia. A fronte di una crescita record del 106 per cento dell’import vinicolo su scala mondiale nell’ultimo lustro, oltre il doppio rispetto all’aumento della domanda Usa e quasi 19 volte quella tedesca, la nostra quota di mercato è solo al 5,7 per cento, anche se intravvediamo i primi segnali positivi. Secondo Nomisma, nei primi 11 mesi del 2017 la crescita italiana, in valore, supera il 18 per cento, con un confortante incremento del prezzo medio del 3 per cento e un valore di 126 milioni di euro”.

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