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Sartoria: dal metro alla realtà aumentata

Sartoria: dal metro alla realtà aumentata

Tradizione e tecnologia per il sarto dei potenti Angelo Inglese

La tecnologia incontra la tradizione e la sapienza artigianale nel laboratorio di Angelo Inglese a Ginosa (Taranto). Il sarto, che ha tra i propri clienti il principe William e il presidente Donald Trump, ha introdotto body scanner, digital mirror e realtà virtuale al posto del metro per prendere le misure di quanti si rivolgono alla sua sartoria per realizzare una camicia fatta su misura.

Le misure sono prese in videochiamata con il cliente che si trova nel camerino dei rivenditori del laboratorio pugliese. Un’apertura all’innovazione digitale che, come dichiarato da Inglese a ‘Repubblica’, non è stata determinata dalla volontà di ridurre i tempi quanto “per avere l’opportunità di incontrare faccia a faccia i committenti” dovunque essi siano, perché “il contatto umano è decisivo per migliorare la qualità del capo di abbigliamento. E la tecnologia digitale ci permette di avvicinarci ai nostri clienti anche quando ci separano grandi distanze”. Durante la videoconferenza infatti si approfondisce “la personalità del cliente, lo stile di vita, l’ambiente che frequenta, il lavoro, le idee”, che rappresentano variabili importanti nel definire i dettagli della camicia, come per esempio il colletto. E mentre il body scanner calcola le misure, la camicia prende forma e il cliente può vedere in tempo reale grazie al digital mirror come la indossa.

La sartoria 4.0 di Inglese, realizzata con la collaborazione del digital coach Stefano Schiavo ed ancora in fase sperimentale, è stata finanziata da Botteghe Digitali, programma di accelerazione tecnologica pensato per gli artigiani del made in Italy che è stato promosso da Banca Ifis e dall’Istituto di credito commerciale di Verona con la supervisione scientifica di Stefano Micelli (professore associato del dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia).

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