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Razzismo in Italia: 55% lo giustifica

Razzismo in Italia: 55% lo giustifica

Il 3 per cento della popolazione italiano giustifica in qualunque caso determinate forme di razzismo e di discriminazione. I più bersagliati gli islamici

Più di un italiano su due giustifica il razzismo. Più esattamente, in percentuale, il 55 per cento secondo il sondaggio di Swg. Una domanda diretta, senza giri di parole, alla base dell’inchiesta: “Determinate forme di razzismo e discriminazione possono essere giustificate?”. Solo il 45 per cento degli italiani ha risposto con un altrettanto deciso ‘No, mai’. Il 29 per cento ha risposto che “dipende dalle situazioni”, il 16 per cento, “solo in pochi specifici casi”, il 7 per cento “nella maggior parte dei casi”. Tre connazionali su cento pensano che sia giustificato sempre il razzismo.

Il fenomeno è sicuramente in crescita rispetto a qualche lustro fa. Acuito dalle migrazioni. Secondo l’associazione Lunaria, tra il primo gennaio del 2015 e il 31 maggio 2017 si sono verificati 1.483 casi di violenza razzista e discriminazione. Tra gennaio del 2007 e aprile del 2009, invece, erano stati ‘solo’ 319. Dei 1.483 episodi censiti, 1.197 sono aggressioni verbali. E ancora: 615 di questi casi hanno per protagonisti le istituzioni, sindaci per la maggior parte, e ordinanze che dovrebbero teoricamente difendere e tutelare l’ordine pubblico. Le violenze fisiche sono state 84.

Il razzismo via social è un’altra piaga dei nostri tempi. L’associazione Vox, aiutata dall’Università degli Studi di Milano e dalla Sapienza di Roma, ha verificato che su Twitter, tra agosto 2015 e febbraio 2016, ci sono stati 412 mila tweet misogini, razzisti od omofobi. Di questi, 42 mila erano contro i migranti in quanto tali, soprattutto musulmani.

Il Pew Research Center (Think Tank si Washington) parla del 68 per cento degli italiani assolutamente negativo nei confronti dei musulmani. Dato confermato da un’indagine Ipsos: gli italiani sono convinti che gli immigrati islamici siano più del 20 per cento della popolazione, mentre la realtà è di una percentuale tra il 2,5 e il 3,5 per cento. Tornando al sondaggio di Swg, gli italiani preferiscono avere per vicino di casa un ebreo e non un musulmano, un italiano piuttosto che un ebreo. Sì, perché pure i casi di antisemitismo sono sensibilmente aumentati, come documentato da Anti Defamation League – Osservatorio antisemitismo Italia. Nel 2016 i casi sono stati 130, nel 2006 erano stati 45. Nel 2014, un italiano su cinque nutriva sentimenti sbagliati nei confronti degli ebrei, nel 2015 la percentuale era salita al 29 per cento.

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