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Gin Tonic: l’Italia si scopre leader di sapori

Gin Tonic: l’Italia si scopre leader di sapori

Dal Friuli Venezia Giulia a Pantelleria, la nostra penisola oggi sorseggia ed esporta la bevanda che ormai accompagna ogni evento mondano

Non chiamatela moda perché potrebbe offendersi. Fenomeno sì. Stiamo parlando del gin tonic che, in Italia, accompagna ormai ogni evento mondano. Samuele Ambrosi, esperto in materia, propone 400 etichette diverse a Treviso, e dice: “Se fino a 10 anni fa i produttori italiani si contavano sulle dita di una mano, oggi in commercio troviamo una novantina di brand, di cui il 15 – 20% ha successo anche all’estero”.

Insomma, oggi l’Italia domina anche qui. Del resto, la penisola è terra fertile per gli ingredienti del gin tonic: “Il ginepro, l’ingrediente base del gin, umbro, toscano e marchigiano è uno dei migliori al mondo”. E pure erbe, spezie e piante – che danno al gin tonic il sapore caratteristico – non mancano certo. Ambrosi fa anche i nomi di chi fa i distillati migliori nel Bel Paese.

“Rivo, prodotto pluripremiato, è fatto con botaniche raccolte a mano sul lago di Como da Gianna e Marco Rivolta, madre e figlio”. Poi c’è Sabatini, London Dry Gin toscano: il ginepro e molti degli aromi arrivano direttamente dalla proprietà famigliare, la distillazione è poi affidata alla storica Thamesistillers Ltd. di Londra.

Roby Marton è invece una delle voci storiche del gin artigianale italiano. Veneto, ha iniziato la produzione una decina di anni fa in una distilleria di Bassano del Grappa e oggi esporta gin in 25 Paesi. “Roberto Marton è stato il primo a crederci: il suo gin ha fortissima identità e una grande complessità di sapori”. C’è poi Piùcinque: Giacomo Diamante, fondatore di Enjoy! – club per appassionati del bere di qualità – ha aiutato tre giovani imprenditori veneti a creare una ricetta con ingredienti esclusivamente nostrani.

Spostandoci in Friuli Venezia Giulia, troviamo Federico Cremasco, nome d’arte Fred Jerbis, che coltiva personalmente 43 botaniche per il GIN43, ispirato a una ricetta segreta del 1946: “E’ un gin che va contro corrente perché vengono usate erbe biologiche dal sapore deciso e pronunciato”. A Milano va per la maggiore Giass, lanciato nel 2017: “Prodotto piacevole, morbido, profumato ma non invadente”. Nella città da bere per antonomasia, è nato il Giass in time, cocktail a base di Giass con liquore di rosa canina, sciroppo di melograno e spremuta di pompelmo rosa.

Anche al Sud non si scherza. Da Pantelleria ecco Gin Gadir, con sentore di capperi. E con cui si fa anche il sorbetto. In Calabria c’è GIL, gin rurale fatto con ginepro locale e limoni IGP di Rocca Imperiale. Il retrogusto è affumicato.

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