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Riforme, Lagarde: “Italia le faccia ora che è in crescita”

Riforme, Lagarde: “Italia le faccia ora che è in crescita”

Direttore Fmi parla al 'Sole24Ore: "Il vostro Paese deve fare di più, anche se qualcosa si muove. Deve ridurre il debito ora che sta crescendo"

L’Italia deve fare di più. È chiara Christine Lagarde, che presiede il Fondo Monetario Internazionale, nell’intervista al ‘Sole24Ore’. Adesso che il sole splende, bisogna andare avanti con le riforme.

“Ci sono Paesi che hanno realizzato riforme significative, Paesi che stanno considerando seriamente le riforme da fare e altri che si spera continuino ad approfondire le riforme”. Nel terzo gruppo c’è proprio il nostro Paese, nel primo invece spicca la Spagna e nel secondo la Francia. Tanto per parlare dei nostri vicini.

“La Spagna è un Paese che ha fatto riforme notevoli negli ultimi cinque anni e si vede, in termini di crescita, di situazione dei conti pubblici, di rafforzamento del settore finanziario. Un Paese che sembra deciso a fare le riforme è la Francia. Il programma annunciato dal presidente Macron per riformare il mercato del lavoro, la formazione professionale, il sistema dei sussidi di disoccupazione, oltre alla completa ristrutturazione della pubblica amministrazione e la sua digitalizzazione, punta a rendere il Paese più efficiente”.
Eccoci a Roma: “L’Italia ha iniziato alcune riforme. Per esempio, la legislazione sul lavoro è stata modificata, la riforma della giustizia è in corso. Ma è chiaro che bisogna fare di più. Vediamo ancora rigidità nel mercato del lavoro, con una struttura duale dell’occupazione. Il settore finanziario ha ancora bisogno di continuare a essere riformato. I crediti deteriorati (Npl) devono essere affrontati in modo appropriato. Il meccanismo dei negoziati salariali deve riflettere l’evoluzione della produttività. Sono alcuni esempi, ma ce ne sono altri”.

Le elezioni che effetti potrebbero produrre al di qua delle Alpi? “E’ molto probabile che si formi una coalizione. Se riducesse la capacità di riparare il tetto a causa di un’agenda politicamente motivata, certo, questo potrebbe essere un problema”. Anche perché “prevediamo che la crescita dell’economia italiana sia dell’1,6% quest’anno e qualcosa di meno l’anno prossimo. È un livello di crescita che l’Italia non ha avuto dal 2010. Quindi, adesso è il momento di riparare il tetto. Dovrebbe adottare un risanamento dei conti a un ritmo appropriato per mettere l’economia su un chiaro trend di riduzione del debito e fare le riforme strutturali che aiuterebbero”.

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