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La Campionaria di Milano rivive in una mostra fotografica

La Campionaria di Milano rivive in una mostra fotografica

Negli scatti riviviamo la Fiera che, dal 1923 e per 83 anni, ha portato in città personalità, capi di Stato, presidenti, papi, diplomatici e first lady

Apre oggi, e sarà smantellata solo nel 2025, la campionaria d’immagini milanese, tra i grattacieli di Citylife. Otto le sezioni in cui è suddivisa e vuole mostrare ai milanesi, ma non solo, cosa è stata la Fiera per Milano nei decenni. Del resto, è nel padiglione 3 che nel 1946 Arturo Toscanini riprese a dirigere dopo i bombardamenti e mentre si ricostruiva il teatro alla Scala. Qui cominciò le sue trasmissioni la Rai, quelle sperimentali, da Portobello alla Domenica Sportiva, a Rischiatutto.

Una mostra da 64 metri, già entrata bel guinness dei primati. Le gigantografie riportano le folle che hanno visitato la Fiera, gli oggetti del design italiano, personaggi e vip che in 80 anni di storia hanno fatto visita. Quando esserci era importante quasi quanto pubblicizzare un prodotto o una marca.

“Le personalità, da presidenti a papi, da capi di Stato a ministri, da diplomatici a first lady, percorrevano gli ampi viali tra i padiglioni, accompagnati su una Fiat torpedo 2800” che ancora è conservata come fosse una reliquia. Sono passati, e documentati oggi, personaggi come Evita Peron nel 1947, Ingrid Bergman nel 1954, Barack Obama nel 2017.

Della Fiera di Milano, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, scriveva Vincenzo Cardarelli: “La fiera è uno dei tanti misteri italiani, forse il più audace. Si trattava di mostrare che si è ancora vivi in mezzo a coloro che già ci piangevano morti”. E dire che a metterla in piedi erano stati solo in otto, tutti imprenditori lungimiranti, tra i Bastioni di Porta Venezia, con l’obiettivo di ospitare le novità proveniente da tutto il mondo.

Tempo tre anni e già era vetrina italiana, salotto del bel mondo e del lavoro. Qui hanno preso slancio le sfilate di moda, qui architetti e designer si sono sfidati a colpi di genialità. Gli autori della mostra di oggi scrivono: “Ogni anno si contano padiglioni, allestimenti e pannelli, tutti prodotti da grandi firme. Le aziende si sono affidate a maestri del calibro di Franco Albini, Enzo Mari, Bruno Munari e Achille Castiglioni, vincitore di 14 Compassi d’oro”. Proprio quest’ultimo dice: “Ci siamo divertiti molto, si rischiava moltissimo partendo dal presupposto che, comunque, entro quindici giorni, tutto veniva distrutto”. Ma oggi rivive. Qui, nell’ex piazza d’Armi dove, dal 1923 e per 83 anni, si tenne la Campionaria. “Questa mostra è dedicata a chi c’è stato e a chi non l’ha mai vissuta”.

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