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Liberalizzazioni: Italia davanti a Francia e Germania

Liberalizzazioni: Italia davanti a Francia e Germania

Il nostro Paese guadagna un punto (71 contro 70) rispetto al 2016, eppure perde due posizioni nella classifica dei 28 Paesi Ue: è ottava in graduatoria

Liberalizzazioni, l’Italia è davanti a Francia e Germania. Lo dice l’edizione 2017 dell’indice delle liberalizzazioni dell’Istituto Bruno Leoni. Siamo a 71 punti nel 2017 contro i 66 del 2014, i 67 del 2015 e i 70 dell’anno scorso. Una crescita graduale e costante, con la Gran Bretagna che è il Paese europeo che liberalizza di più: è a 95 punti dopo i 94 del 2016.

L’Italia, tra i 28 Paesi Ue, è all’ottavo posto in classifica. È preceduta da Polonia, Svezia, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna e Paesi Bassi. Oltre al Regno Unito. L’anno passato era sesta, la retrocessione di due posizioni è dovuta all’avanzamento di altri Paesi.

Serena Sileoni, vice direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, spiega: “Si configura una graduale convergenza verso un mercato aperto, che dipende anche dall’uniformazione delle direttive europee. L’Italia si avvicina al Regno Unito perché tutti si stanno adeguando a questo modello comune, che per molti servizi a rete è figlio del governo inglese. Ma sono corsi che richiedono anni, il mercato si sta ancora attrezzando”.

In Italia, il settore più aperto è quello delle Telecomunicazioni (voto 91 su 100), quarto posto in Europa, grazie alla presenza di tanti operatori di telefonia mobile e alla graduale riduzioni della concentrazione del mercato nella banda larga fissa. Rispetto a dodici mesi prima, il comparto ha però perso tre punti. Al secondo nei settori, con 79 punti, c’è l’Elettricità, liberalizzata dal 2007. L’apertura completa è attesa nel 2019, con l’abolizione del servizio di maggior tutela.

Terzi a pari merito Televisioni e Aerei, con 78 punti, Le prime guadagnano ben sei punti sul 2016, “ma risentono della centralità della Rai e di una concentrazione significativa nella raccolta pubblicitaria”. Salgono di un punto gli aerei “per le low cost e la vivace competizione con le altre compagnie”. Il commissariamento di Alitalia potrà abbassare l’indice 2018.

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