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Il valore delle Pmi: in Italia siamo oltre la media europea

Il valore delle Pmi: in Italia siamo oltre la media europea

Germania e Francia fondano la loro economia sulle grandi imprese, nel resto del Vecchio Continente sono le piccole e medie imprese a farla da padrone

Le piccole e medie imprese muovono il 51 per cento delle merci importate tra i Paesi dell’Unione Europea e il 45 per cento di quelle esportate, sempre all’interno dei confini dell’Ue. A certificare il loro peso specifico è Eurostat, che ha reso noti i dati durante l’European SME Week, la settimana europea dedicata alle aziende con meno di 250 dipendenti.

E’ Cipro la nazione in cui le Pmi hanno pesato maggiormente sulle esportazioni dirette ai Paesi Ue (l’88,1 per cento dell’export). A seguire, la Lettonia (81,2%) e il Belgio (70,2%). L’Italia, con le sue pmi, ha prodotto il 54,4 per cento delle merci vendute all’interno dell’Unione Europea. Vuol dire che siamo dieci punti sopra alla media continentale, che è del 44,6 per cento.

La parte del leone l’hanno giocata le aziende tra 50 e 249 dipendenti, responsabili del 30,9 per cento dell’export diretto al resto del Vecchio Continente. Per quanto riguarda le importazioni, la quota mercato è pari al 30 per cento. Il valore dell’import intra Ue delle Pmi italiani è pari al 58,6 per cento del totale. Anche in questo caso andiamo meglio della media europea, ferma al 50,9 per cento. In testa alla classifica, in questo caso, c’è la Lettonia (84,6%), poi Cipro (81,5%) ed Estonia (78,6%).

Tutto questo che significato ha? Che ci sono Paesi come la Germania e la Francia in cui l’incidenza delle Pmi è molto inferiore (26,1% dell’export intra Ue e 34,2% dell’import per i tedeschi) e che fondano la loro economia sulla grande industria. Nel resto dell’Europa, sono proprio le Piccole e Medie Imprese a fare invece la maggior parte del mercato.

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