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Made in Italy: i settori e le aziende dominanti

Made in Italy: i settori e le aziende dominanti

Una ricerca di Mediobanca mette in fila le aziende con i fatturati migliori per gli esercizi 2015 e 2016. Moda, cibo, arredi, editoria e componentistica i nostri cavalli di battaglia

Il Made in Italy è forte in cinque settori: alimentare, arredi, componenti, editoria e moda. Lo ha sancito un recente studio di Mediobanca sulle principali aziende italiane per fatturato, tenendo conto degli esercizi 2015 e 2016. Dalla ricerca emerge però anche come la conquista di territorio tricolore da parte dei gruppi stranieri prosegua inarrestabile.

Le aziende che difendono, presidiano e dominano il settore ci sono, però. E noi diamo un’occhiata alle principali divise per comparto. Nell’automotive, Fca Italy – con 26 miliardi di euro – si gode il primato, mentre Ferrari (2,8 miliardi) e Maserati (3 miliardi) tengono botta, tenendo presente che appartengono entrambe al gruppo Fca Italy.

Va meglio nel fashion e c’era da aspettarselo. Qui l’Italia domina con marchi come Luxottica (9 miliardi di euro), che si è fusa con la francese Essilor, e stacca Prada (3,1 miliardi) e Giorgio Armani (2,5 miliardi). Ma troviamo anche Calzedonia (2,2), OTB di Renzo Rosso (1,5), il cui marchio più noto è Diesel, Max Mara (1,4), Salvatore Ferragamo (1,4), OVS (1,3), catena retail del gruppo Coin, D&G (1,3) e gli occhiali Safilo (1,2). Fatturati appena superiori al miliardo pure per Ermenegildo Zegna, Valentino, Benetton, Lir (Geox e Diadora), Moncler e Tod’s.

Pure il food è il principale ambasciatore all’estero del nostro Paese. Al primo posto, però, c’è la Parmalat, che ormai appartiene alla francese Lactalis, poi ci sono Cremonini (3,6 miliardi) e Barilla (3,4). Appena sotto il podio il gruppo Veronesi (2,8), a cui appartengono AIA e Negroni, le attività italiane di Ferrero (2,6), Lavazza (1,9), Casillo (1,5), Gesco (1,4), con Amadori marchio portabandiera, le attività italiane della svizzera Nestlè (1,3), Lactalis Italia, divisione tricolore del gruppo francese Lactalis (1,2).

Tutta italiana l’industria editoriale. Comanda Mondadori (1,3 miliardi), quindi Rcs (968 milioni), il Gruppo Editoriale L’Espresso (585 milioni), che da quest’anno si chiama GEDI. Sotto il podio c’è Cairo Communication, Messaggerie, Il Sole24Ore, Giunti Editore, Pozzoni e Rotolito Lombardia. Made in Italy pure il design nell’arredo: in testa gruppo Saviola (545 milioni). E la componentistica per auto: Danieli (2,4 miliardi) è la prima azienda italiana, seguita da Brembo, Ali e Sogefi.

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