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Nefertiti: la svolta dal Politecnico di Torino

Nefertiti: la svolta dal Politecnico di Torino

Indagini con il radar hanno individuato due cavità, due vuoti nella roccia, vicino alla tomba di Tutankhamon: è il punto di accesso per la Regina?

Arriva da Torino, dal Politecnico, una svolta nella ricerca di Nefertiti. Vicino alla tomba di Tutankhamon, infatti, ci sono due cavità, due vuoti nella roccia. Il più grande si trova a sinistra, l’altro è posizionato sulla destra della camera mortuaria. Potrebbero essere stanze funerarie, le dimensioni combaciano.

La scoperta è degli scienziati italiani, guidati dal fisico Franco Porcelli, ed è stata resa nota a Berlino dall’ex ministro egiziano Mamdouh Eldamaty. Riportata dal giornale Der Tagesspiegel, ha avuto naturalmente eco internazionale. Il motivo? Va oltre quello che già sapevamo. Potrebbe riaprire la ricerca alla tomba di Nefertiti, considerata il Santo Graal dell’egittologia. Le indagini sono state eseguite con i radar: le due cavità potrebbero essere davvero la porta d’accesso alla regina?

Nefertiti fa parte della XVII dinastia ed è stata grande sposa reale del faraone Akhenaton. Fu artefice, insieme al marito, del tentativo di trasformare il culto egizio in una religione enoteistica, credente in Aton, il disco solare. Due anni fa, nel 2015, l’egittologo inglese Nicholas Reeves annunciò di aver scoperto, in scansioni ad alta risoluzioni della tomba di Tutankhamon, “tracce di due accessi finora sconosciuti, di cui uno localizzato su una grande parete divisoria, ed entrambi apparentemente intatti fin dall’epoca antica. A nord, sembra segnalarsi una continuazione della tomba KV62 e, all’interno di queste profondità inesplorate, una sepoltura regale più antica di quella di Tutankhamon, quella di Nefertiti”.

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