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Figc: Tavecchio si è dimesso, e ora?

Figc: Tavecchio si è dimesso, e ora?

Il numero uno ha comunicato la sua decisione al Consiglio Federale. Le ipotesi sono due: elezioni entro 90 giorni o commissariamento della Federazione

Alla fine, Carlo Tavecchio ha deposto le armi, dimettendosi da presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Lo ha comunicato lui stesso prima dell’inizio del Consiglio federale. Una scelta logica, auspicata da più parti dopo il fallimento dell’Italia, che ha mancato la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018.

Ma ora che succede? L’Italia del pallone si ritrova senza presidente della Figc, senza commissario tecnico della Nazionale, con Lega di A e Lega di B commissariate. E, tra l’altro, della prima il commissario è proprio Tavecchio. Il Coni adesso spinge per commissarie pure la Figc. Che invece vorrebbe far valere il nuovo statuto, ovvero proseguire con Tavecchio nelle vesti di presidente dimissionario, quindi in grado di gestire solo l’ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni.

Teoricamente, e seguendo la linea più logica, Tavecchio dovrebbe convocare l’assemblea elettiva entro 90 giorni. Nel frattempo, Lega di A e Lega di B rinnovano le loro cariche e rientrano con i propri rappresentanti in Consiglio federale. In questo caso, il favorito a succedere all’ex numero uno è l’attuale vice presidente, Cosimo Sibilia, che potrebbe ricevere l’appoggio di Lega Dilettanti, Lega Pro e Associazione calciatori. Ma si riuscirebbe a cambiare il calcio, cosa che tutti vogliono?

Giovanni Malagò, capo dello sport italiano, vuole il commissariamento: “Mi pare l’unica soluzione, evitiamo di continuare a farci del male”. Senza le due leghe maggiori, il calcio italiano al momento sarebbe ingovernabile. Ci vorrebbero 180 giorni in questo caso per avere un nuovo presidente e Sibilia potrebbe contare addirittura su un fronte più unito. Ma potrebbe pure trovarsi più concorrenti, che avrebbero il tempo per costruire nuove candidature.

Lo statuto, all’articolo 24 comma 9, recita: “In caso di dimissioni del presidente federale, decadono immediatamente il presidente e l’intero consiglio federale. L’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal presidente federale e dal Consiglio federale. In caso di dichiara impossibilità da parte del presidente federale, l’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal vice presidente federale e dal Consiglio federale. In ogni caso, l’Assemblea viene convocata senza indugio ai sensi dell’art.21, comma 3, del presenze Statuto”.

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