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Agenzia europea del farmaco: il sorteggio boccia Milano e premia Amsterdam

Agenzia europea del farmaco: il sorteggio boccia Milano e premia Amsterdam

L'Ema andrà in Olanda a causa di un beffardo sorteggio dopo che le due città erano arrivate pari alla terza votazione. Perdita intorno ai 2 miliardi

A Milano tutto era pronto per ospitare Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Invece, il sorteggio ha premiato Amsterdam. Tra guadagno diretto e indiretto, si parla di 1,7 miliardi di euro andati in fumo. A Bruxelles, dopo il terzo scrutinio, la metropoli meneghina e la città olandese si sono trovate alla pari, 13 voti a testa, e così è stato uno spietato sorteggio a decretare chi avrebbe ottenuto la sede.

Non ci sono colpevoli, ma tanta delusione sì. Anche perché Milano era stata in testa per le prime due votazioni; a tradire, alla fine, è stata Bratislava che si è astenuta, delusa per essere stata subito esclusa.

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per una volta sono d’accordo: “Abbiamo fatto tutto il possibile, eravamo prontissimi”. La sede sarebbe stata al Pirellone, in posizione strategica. Sala ha voluto rimarcare come sia assurdo “essere esclusi perché si pesca da un bussolotto: tutto regolare, ma non è normale”. “Metodo triste” ha aggiunto il governatore lombardo. E ancora: “E’ il paradigma di un’Europa che non sa decidere, bisogna che se ne ripensi la governance”.

Patrizia Toia, capo delegazione del Pd al Parlamento europeo, ha detto che il sorteggio è stato “sbagliato”. Viviana Beccalossi, assessore di Fratelli d’Italia, ha ironizzato su un’Europa che si affida al caso per una decisione di questa importanza “e poi fa le pulci sulla misura delle zucchine e la larghezza delle vongole”. Ha attaccato il Governo, invece, il consigliere M5S Stefano Buffagni: “L’inconsistenza politica dell’esecutivo italiano in Europa è l’unica motivazione della sconfitta”.

Non sono mancate le dichiarazioni contro l’Europa da parte di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord: “E’ pazzesco che una scelta che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico venga presa in Europa tramite sorteggio. Prioritario per il prossimo nostro governo sarà ridiscutere i 17 miliardi l’anno che gli italiani versano a Bruxelles”.

La festa al Pirellone, alla fine, non c’è stata. Era tutto pronto per accendere i 31 piani del grattacielo. E c’è chi parla di beffa e sconfitta peggiore di quella che l’Italia del calcio ha subito non accedendo alla fase finale dei Mondiali 2018. Anche in quel caso c’era Milano protagonista involontaria.

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