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Vendemmia 2017: la più scarsa dal dopoguerra, ma vola l’export italiano

Vendemmia 2017: la più scarsa dal dopoguerra, ma vola l’export italiano

Taglio della produzione del 26%. Aumentano però i consumi in tutto il mondo, l'Italia fa segnare il record e lo spumante bracca lo champagne da vicino

Si è chiusa la vendemmia 2017 in Italia. Ed è tra le più scarse dal dopoguerra a oggi con un taglio nella produzione del 26% rispetto all’anno scorso. Una bottiglia di vino su quattro, made in Italy, in meno. Nonostante questo crollo, l’Italia mantiene il suo ruolo di primatista mondiale tra i produttori.

Le vendemmia 2017 era iniziata lo scorso 4 agosto, prima del previsto a causa dell’ondata di caldo eccezionale. Ma è stata purtroppo condizionata dalla forte siccità. Coldiretti: “Dopo tre mesi di raccolta delle uve pungo la Penisola si stima che circa 40 milioni di ettolitri di produzione Made in Italy sia stata destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola”.

L’Italia non è stata l’unica a dover fare i conti con l’afa e la siccità. In Europa si prevede una produzione di 145 milioni di ettolitri, -14% rispetto all’anno scorso. I cambiamento climatici sono la causa, come sottolinea Cop, l’organizzazione europea degli agricoltori e delle loro cooperative.

Poco vino, ma buono in tutta Europa, con aumento dei prezzi, non sufficiente però a compensare le perdite che subiranno alcuni produttori. A livello mondiale, la produzione di vino sarà inferiore dell’8,2% rispetto all’anno scorso, 246,7 milioni di ettolitri. Come stima l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Produzione in leggero calo anche negli stati Uniti (-1%, 23,3 milioni di ettolitri). Gli Usa restano il quarto produttore mondiale davanti all’Australia (13,9 milioni di ettolitri, +6%).

Il consumo di vino si comporta in modo inverso rispetto alla produzione, ossia aumenta. Raggiunge i 243,2 milioni di ettolitri. E pure in Italia c’è uno storico ritorno del consumo del vino da tavola, con quello Doc (+5%) in cima alla lista, dopo 30 anni di flessione. L’incremento di consumo a livello mondiale fa bene alle esportazioni di vino italiano (aumento complessivo dell’8% rispetto allo scorso anno). Lo spumante (+15%) ha praticamente raggiunto lo champagne francese. Cin cin.

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