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Acciaio italiano di qualità: i numeri lo premiano

Acciaio italiano di qualità: i numeri lo premiano

Gozzi, presidente di Federacciai: "Quello nostrano sta vivendo un buon momento. I produttori cercano quello di qualità, il nostro lo è"

L’acciaio italiano è decisamente fuori dalla crisi economica. Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, spiega: “Sta vivendo un momento buono perché è un settore ciclico, legato all’andatura della congiuntura”. L’acciaio made in Italy è “il secondo acciaio europeo per quantità e qualità”. L’anno si chiuderà con un ottimo +2%.

“Il che vuol dire un risultato leggermente superiore alla congiuntura nazionale”. I numeri di Tenaris (maggior produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas, ne fa parte pure Dalmine) confermano: ricavi trimestrali in crescita del 32%, a 1,3 miliardi di dollari (1,11 miliardi di euro), utile netto salito a 95 milioni di dollari (81,63 milioni di euro).

“L’acciaio continua a essere un settore vitale, nel quale sono successe cose importanti”. Tra queste, l’orientamento dei produttori verso acciai di qualità. “Quello italiano strutturalmente lo è, grazie anche alle miniacciaierie con forno elettrico e laminatoio attaccato, un’invenzione italiana, che consentono di mettere insieme il massimo di efficienza e di qualità della produzione”.

L’Ilva di Taranto fa storia a sé: “La sua crisi è stata così grave, ampia e lunga nel tempo che ha concentrato su di sé l’attenzione dei media, ma delle 30 milioni di tonnellate di acciaio prodotte in Italia, l’Ilva ne fa 8 – 9, poi ci sono gli altri 22 – 21 milioni”.

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