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Clairy: il vaso ecologico e tecnologico firmato Italia

Clairy: il vaso ecologico e tecnologico firmato Italia

Nato da una tesi di laurea al Politecnico di Milano, ora ha ricevuto fondi europei per 2 milioni di euro: aspira aria inquinata e si collega ai device

In un periodo grave per l’inquinamento, in Italia e non solo, un startup milanese ha ottenuto due milioni di finanziamento dall’Unione europea dopo aver realizzato ‘Clairy’, il vaso smart per la purificazione dell’aria negli spazi chiusi. Il finanziamento è arrivato attraverso Horizon 2020 SME2.

La startup si chiama Laboratori Fabbrici e ha già fatto parlare di sé per aver ottenuto numerosi riconoscimenti. Nata da una tesi di laurea presentata al Politecnico di Milano, il prodotto di design è in grado di far respirare meglio. Almeno tra le mura domestiche o in ufficio. Si tratta di un vaso che non è solo ecologico, ma anche tecnologico. E’ infatti connesso a tutti i device e si può comandare con un’app.

Il ceo Paolo Ganis ammette: “La purificazione dell’aria è un mercato in fortissima crescita”. Che poi aggiunge: “Clairy è un sistema di purificazione naturale per ambienti indoor, capace di connettersi attraverso wi-fi a tutti i device ed è assolutamente gestibile con un’app dedicata”.

L’idea parte da lontano, ma non troppo. Dalla tesi di laurea del 2015 di Vincenzo Vitiello, discussa al Politecnico di Milano. “Con il collega di corsi Alessio D’Andrea hanno realizzato il primo prototipo, presentato al Salone del Mobile di Milano”. Il successo è immediato, ma i due amici non sono esperti in affari: “E così hanno chiamato me” ammette Ganis, 30 anni, giovane imprenditore con una laurea in Management alla Bocconi alle spalle.

“Allora ero passato al Gruppo Generali dopo un periodo in Mediobanca. Avevo un buon contratto, ma il mio interesse era in particolare per l’imprenditoria”. I tre ragazzi fondano la startup, con sede al ‘Talent Garden’ di Pordenone. L’anno dopo, con il prototipo migliorato, si presentano al Ces di Las Vegas. Qui il Clairy viene selezionato per un percorso di accelerazione di 3 mesi in Silicon Valley, al ‘Plug and Play Ventures’. Tornati in Italia, i tre ragazzi lanciano la campagna di crowdfunding prima su Kickstarter, poi su Indiegogo. Raccolgono 400 mila euro in pre ordini, poi altri 400 mila euro da investitori privati, fino ai 2 milioni di Horizon 2020, con l’European Design Award.

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