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Pastifici aperti: ecco come si produce la pasta

Pastifici aperti: ecco come si produce la pasta

Sono sette i pastai Aidepi che hanno aderito all’iniziativa promossa in occasione del World Pasta Day

L’Italia è il Paese al mondo che consuma più pasta e il 25% dei piatti di pasta mangiati al mondo è qui realizzata. Non la si consuma soltanto, quello nei suoi confronti è un vero e proprio amore. E per chi la volesse conoscere sempre più i pastai aderenti all’Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) propongono ‘Pastifici aperti’. Da oggi al 28 ottobre, in occasione del ‘World Day Pasta’ (25 ottobre), sette pastifici italiani apriranno le porte al pubblico per permettere la visita dei loro impianti di produzione; si tratta di ‘Divella’ a Rutigliano (Ba), ‘Felicetti’ a Predazzo (Tn), ‘Barilla’ a Pedrignano (Pr) e Foggia, ‘Garofalo’ a Gragnano (Na), ‘La Molisana’ a Campobasso e ‘Rustichella d’Abruzzo’ a Pianella (Pe).

Come sottolinea Riccardo Felicetti (presidente dei pastai di Aidepi) “la pasta è un alimento semplice, ma estremamente difficile da produrre” e proprio per questo motivo Aidepi ha scelto di “rimettere al centro dei festeggiamenti per la pasta la passione e l’arte del pastaio, la sua sapienza tramandata da generazioni. Aprire le porte dei nostri pastifici è il modo più diretto per mostrare agli italiani tutta la passione, la sapienza e la ricerca che mettiamo nel riconoscere e selezionare i grani migliori, nel realizzare i 300 formati, ognuno con caratteristiche uniche, nei test in cucina e in laboratorio, insomma tutto quello che sta dietro una forchettata di spaghetti”. Un viaggio nel mondo di produzione della pasta che non è fine a se stesso, perché “un consumatore informato è anche più attento e consapevole”.

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