Olio e Olivo: convegno a Pisa, Italia seconda al mondo ma servono innovazioni

Olio e Olivo: convegno a Pisa, Italia seconda al mondo ma servono innovazioni

Dal 18 al 20 ottobre si parlerà di cosa serve al settore per rilanciare il made in Italy, già oggi punto di riferimento per la varietà del prodotto

La coltivazione dell’olivo e la produzione di olio continuano a vedere l’Italia mantenere un ruolo di primo piano. La posizione va però consolidata con le innovazioni che il mondo scientifico propone quasi ogni giorno. Con queste premesse, si svolgerà dal 18 al 20 ottobre prossimi il IV Convegno nazionale dell’olivo e dell’olio, organizzato dal dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa e dall’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, con il contributo determinante del gruppo di lavoro ‘Olivo e Olio’, della Società di ortofrutticultura italiana (Soi), il patrocinio della Regione Toscana, dell’Accademia dei Georgofili e dell’Accademia nazionale dell’olivo e dell’olio.

Promotori scientifici del convegno sono Riccardo Gucci, del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa, e Luca Sebastiani, direttore dell’Istituto di Scienze della vita della Scuola superiore Sant’Anna.

Si parlerà, in particolare, di biologia dell’olivo, biotecnologie, vivaismo, gestione dell’oliveto, incentrando l’argomento su meccanizzazione, difesa e irrigazione, innovazioni in materia di tecnologie estrattive e di conservazione dell’olio, mercato e strategie di valorizzazione di prodotti e sotto prodotti. Il vivaismo olivicolo e le innovazioni in frantoio verranno approfonditi durante le visite tecniche del 19 ottobre a Pescia, in provincia di Pistoia, alla sede degli Olivocoltori toscani associati.

Riccardo Gucci anticipa: “La produzione olivicola italiana, oltre a essere la seconda a livello mondiale dietro a quella spagnola, rappresenta il vero punto di riferimento qualitativo nel panorama internazionale per la sua base di varietà di olio e di climi che, insieme al saper fare dei nostri frantoiani, consentono di produrre una vasta, inimitabile gamma di oli di eccellenza”.

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