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Cesare Battisti ha tentato di scappare in Bolivia

Cesare Battisti ha tentato di scappare in Bolivia

L'ex terrorista sorpreso alla frontiera dalla polizia brasiliana. Tra il governo italiano e quello sudamericano si tratta per l'estradizione

Il terrorista Cesare Battisti è stato fermato alla frontiera mentre cercava di scappare in Bolivia. Temeva di essere estradato dal Brasile all’Italia, perdendo lo status di rifugiato concessogli dal presidente Lula nel 2010. La trattativa tra l’Italia e il Paese sudamericano effettivamente c’è, ma doveva rimanere segreta, se non che è stata svelata la settimana scorsa dal quotidiano brasiliano ‘Il Globo’.

Del resto, dopo che Lula ha perso credibilità ed è sotto processo, il Brasile sta prendendo in seria considerazione l’estradizione dell’ex terrorista condannato all’ergastolo dalla giustizia italiana per quattro omicidi, di cui due commessi materialmente e due in concorso. Prima Renzi e poi Gentiloni hanno lavorato sottotraccia. Lo scorso 18 settembre, durante l’assemblea Onu a New York, c’è stato l’ultimo contatto tra i due governi. Mancando ancora l’intesa perfetta, la trattativa aveva bisogno di rimanere ancora segreta per un po’.

‘Il Globo’, però, ha rivelato l’attenzione del governo di Michel Temer per la richiesta di Roma: riesaminare la concessione della cittadinanza e procedere poi all’estradizione dell’ex leader dei Proletari armati per il comunismo. Sempre il quotidiano brasiliano ha fatto sapere che il ministero della Giustizia avrebbe già espresso parere favorevole a mandare Battisti in Italia. Linea condivisa dal ministro degli Esteri Aloysio Nunes Ferreira, che avrebbe detto al presidente Temer: “Restituire Battisti all’Italia sarebbe un gesto auspicabile e diplomaticamente molto importante”.

Dall’Italia, il ministro della Giustizia Andrea Orlando si limita a ribadire come la richiesta di estradizione resti una priorità. Lo era prima del tentativo di fuga in Bolivia, lo è a maggior ragione ora dopo il fermo. Battisti è stato fermato dalla polizia brasiliana con un pretesto: possesso di eccesso di valuta (la soglia massima per chi esce o entra nel Paese brasiliano è di 3 mila euro). L’ex terrorista risiede in Brasile dal 2004 ed è stato graziato nel 2010 dall’allora presidente Lula.

I difensori di Cesare Battisti non disperano: hanno presentato una richiesta di ‘habeas corpus’, all’esame della Corte Suprema e del ministro Luis Fux. Dicono gli avvocati: Battisti non può essere estradato né deportato in quanto nel frattempo si è sposato con una brasiliana e ha avuto una figlia, che dipende economicamente da lui. Il tentativo di scappare con esportazione illegale di valuta, però, potrebbe aver vanificato questa opportunità: sarebbe sufficiente, infatti, per aprire un procedimento amministrativo e sospendere il permesso di soggiorno.

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