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Evasione fiscale: Italia, più di 100 miliardi all’anno

Evasione fiscale: Italia, più di 100 miliardi all’anno

Con ciò che non viene dichiarato al fisco ogni anno, il nostro Paese sarebbe in grado di coprire le spese sanitarie della popolazione per 12 mesi

Con il denaro che ogni anno sfugge al fisco, l’Italia coprirebbe le spese sanitaria della popolazione per 12 mesi. Secondo i calcoli della Commissione governativa sull’economia sommersa, infatti, nel 2012 non sono stati pagati 107,6 miliardi, nel 2013 siamo arrivati a 109,7, nel 2014 al record di 111,7. In Italia, l’esattore riscuote appena l’1,13 per cento del carico fiscale, come dire che i furbetti sono furbi.

E’ vero che nel 2015 i dati paiono essere in diminuzione (sono contenuti, quelli provvisori, nella nota di aggiornamento al Def), ma non è che ci sia una vera e propria svolta. Sempre sui 100 miliardi rimaniamo. Il calo risulterebbe infatti di appena 3,9 miliardi, senza contare che manca l’esatto mancato introito Irpef dei lavoratori dipendenti irregolari, che nel 2014 era pari a 5,1 miliardi. Insomma, forse torneremo ai livelli del 2012, non di più. Il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, ha detto chiaramente che la lotta all’evasione diventa per l’Italia “strategica”.

Siamo un Paese che sostanzialmente ha messo nel cassetto da tempo la lealtà fiscale. Nasconde più che dare. Nel 2014, la propensione a evadere l’Irpef da parte dei lavoratori autonomi è stata del 59,4 per cento. Allo Stato arrivano 4 euro sui 10 che dovrebbe riscuotere. Il 3,5 per cento non viene versato, il 55,9 neanche dichiarato. Siamo a 30 miliardi e 736 milioni che vanno in fumo ogni anno. Nel 2010 eravamo fermi a 20 miliardi e 149 milioni.

Vogliamo parlare dell’Iva? No, sarebbe meglio di no. Bruxelles ha segnalato qualche giorno fa che l’Italia è il Paese europeo con il record di evasione su questa imposta. Il differenziale tra l’Iva dovuta e quella effettivamente pagata è al 29,7 per cento. E sono altri 40,1 miliardi sfumati. Cinque anni prima erano 37,4. L’Italia rappresenta quasi un quarto dell’evasione Iva dell’Unione europea (la Francia è al 15,3 per cento, la Spagna al 3,9 per cento).

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